Renzi contestato a Strasburgo dalla Lega e dal M5S. Salvini: «Nessuno gli crede più»

Renzi contestato a Strasburgo dalla Lega e dal M5S. Salvini: «Nessuno gli crede più»

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Lo scontro tra Renzi, Salvini e Grillo si trasferisce in Europa. In occasione della chiusura del semestre europeo, il premier ha parlato ieri al Parlamento di Strasburgo della necessità di cambiare l’Ue, ricevendo molte critiche da parte della Lega e del M5S.

Il primo pensiero del premier è andato agli attentati di Parigi e alla storica marcia di domenica dei Capi di Stato e di governo nella capitale francese. «I nostri valori sono più forti degli attentati – ha dichiarato Renzi – I nostri nemici non potendo ucciderci puntano a cambiare il nostro modo di vivere: non possiamo consentirlo a nessuno. Il nemico esiste, non si può negare, ma non è la religione: è l’ideologia, il fanatismo, e per combatterlo non bisogna rinchiuderci in fortezze in nome della sicurezza».

Alle lodi per una Europa che lotta contro terrore e paura, sono seguite le critiche del presidente del Consiglio nei confronti della politica di austerità dettata da Bruxelles, e sull’economia del vecchio continente, Renzi non ha esitato ad attribuire all’Italia un ruolo speciale perché «in questi anni ha concorso ad aiutare gli Stati amici e anche le banche. E lo ha fatto perché crede nelle istituzioni europee».

Renzi ha ricordato le dimissioni del Capo dello stato Napolitano, definito dallo stesso premier un europeista convinto, e ha espresso il suo ringraziamento per quanto svolto in questi 9 anni: «Vorrei che il Parlamento europeo portasse oggi il suo saluto a Napolitano, che lascerà il proprio incarico avendo compiuto un grande percorso di cambiamento, affrontando momenti di grande difficoltà con l’intelligenza e la saggezza che anche qui gli viene riconosciuta».

Ma se le parole di Renzi sono state apprezzate dal presidente della Commissione Junker, lo stesso non si può dire per la Lega che non ha mancato di esprimere il suo disappunto tra i banchi del Parlamento europeo, disappunto prontamente respinto da Renzi con una citazione dantesca: «Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtù e conoscenza. So che per alcuni di voi è difficile leggere più di due libri ma spero che il Parlamento europeo scelga se vuole vivere come bruti e seguire la demagogia per qualche mezzo punto in più o se seguire la virtù che è rappresentata dall’Europa».

Salvini ha twittato un attacco al premier, preannunciando uno scontro che si protrarrà anche a Montecitorio in vista delle elezioni del Presidente della Repubblica: «Parla Renzi e l’aula è deserta. Non gli credono più nemmeno i suoi amici».

Anche il M5S si è schierato contro Renzi, accusandolo di nascondere la verità sullo stato delle famiglie, sempre più povere. E alle accuse, il premier ha replicato con sicurezza: «dicono una cosa che cozza con la realtà dei fatti e dei numeri. I risparmi sono cresciuti. È molto difficile convincervi della realtà ma a un certo punto la realtà si impone».

Benedetta Cucchiara

14 gennaio 2014

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