Lavoro, Italicum e Quirinale: gli obiettivi di Renzi per il 2015

Lavoro, Italicum e Quirinale: gli obiettivi di Renzi per il 2015

Conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

ROMA – «Ritmo sarà la parola del 2015, dare il senso del cambiamento e dell’urgenza». Lo ha dichiarato Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno, un’occasione che ha permesso al premier di fare un bilancio del suo operato e di guardare al futuro, rimanendo in costante aggiornamento con le operazioni di soccorso del Norman Atlantic.

Renzi, che ha affermato di voler restare fino al 2018 a Palazzo Chigi, ha subito affrontato le polemiche sulla mancata applicazione del Job Acts agli statali, sottolineando che la riforma del mercato del lavoro non è ancora terminata. «Ho deciso io di eliminare la precisazione che le norme non valessero per gli statali. Anche nel pubblico impiego è ora di cambiare. La mia idea è che chi sbaglia nel pubblico paghi» ha ribadito il premier, facendo implicito riferimento ad un futuro dl Madia.

Oltre alla modifica della Pa, il programma dell’esecutivo si è focalizzato su altri aspetti, dalle privatizzazioni alla local tax, passando per la riforma della scuola. Ma i punti di domanda persistono su due temi: Italicum e Quirinale.

Se per il primo nodo il premier ha espresso la certezza di arrivare presto ad un risultato, ammettendo di «non essere contro la clausola per l’entrata in vigore nel settembre 2016», per il secondo solo tanti dubbi e una laconica affermazione gettata da Renzi ai cronisti per placare la curiosità: «Il Capo dello Stato deve avere i requisiti previsti dalla Costituzione e ha funzioni tipicamente politiche con la `P´ maiuscola. È inesatto dire che si tratta di un test politico, è un voto istituzionale di grande rilievo ma non è un voto di fiducia sulla maggioranza».

Uno sguardo, Renzi lo ha riservato anche all’Europa e alle elezioni greche, delle quali l’Italia «non deve temere il contagio», auspicando allo stesso tempo maggiore flessibilità da parte di Bruxelles per l’anno prossimo al fine di permettere alla crescita di entrare nel nostro Paese.

Benedetta Cucchiara

30 dicembre 2014

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