Italicum, Renzi contro tutti:«Non temo minacce, vado avanti»  

Italicum, Renzi contro tutti:«Non temo minacce, vado avanti»   

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ROMA- «Non temo minacce, vado avanti». Il premier Matteo Renzi è determinato a difendersi dagli attacchi sindacali dei giorni scorsi contro il Job Act, preparandosi ad una nuova battaglia per l’approvazione entro fine gennaio dell’Italicum.

L’iter della legge elettorale non si prospetta lineare e moltissimi sono gli ostacoli da superare: oltre alla contestazione sindacale, è forte la resistenza delle forze politiche alla riforma del lavoro, in particolare da parte del M5S, della Lega e di Fi che hanno minacciato di ostacolare i lavori delle commissioni incaricate a valutare il Job Act.

Nonostante il debole appoggio della minoranza Pd e del Ncd di Alfano, un sostegno reso debole dalle polemiche sull’estensione della riforma alla pubblica amministrazione, Renzi non ha dimostrato alcuna debolezza e ha ribadito con fermezza la necessità di fissare un termine per l’adozione dell’Italicum. Ma per l’entrata in vigore nessun chiarimento è stato dato dal premier: «Non abbiamo problemi a scrivere che la data di entrata in vigore della legge elettorale non sarà immediata. Noi non torneremo a votare fino a febbraio 2018. Ma prima di parlare di quella clausola – su cui siamo disponibili – voglio vedere il testo finale della legge».

Determinazione sì ma sempre con un pizzico di prudenza: il messaggio di Renzi è chiaro, e soprattutto per quanto riguarda il Quirinale, il presidente del Consiglio non ha voluto sbilanciarsi troppo. «Serve un nome che unisca» ha dichiarato il premier, forse consapevole della situazione di stallo, ma convinto a portare avanti il suo programma perché, a sua detta, «è in atto una rivoluzione copernicana e siamo solo agli inizi. Niente sarà più come prima in Italia».

Benedetta Cucchiara

29 dicembre 2014

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