Job Acts, Camusso attacca la riforma e annuncia nuovi scioperi

Job Acts, Camusso attacca la riforma e annuncia nuovi scioperi

Camusso-Susanna

ROMA- «Le norme sui licenziamenti collettivi sono un via libera a licenziare lavoratori singoli e gruppi di lavoratori». A dichiararlo la leader della Cgil Susanna Camusso che in una intervista a Repubblica ha attaccato duramente la riforma del lavoro all’indomani dell’approvazione dei due decreti attuativi sul contratto a tutele crescenti e sulla riforma dell’ASPI da parte del Consiglio dei ministri.

Al centro della contestazione sindacale le nuove norme, considerate dalla Cigl un mezzo per facilitare i licenziamenti. «Continueremo a lottare, a mobilitarci, a scioperare anche contro le aziende perché non può esserci uno che incassa l’altro che subisce soltanto» ha dichiarato la Camusso che ha rivolto le sue critiche anche al mondo imprenditoriale: «Gli industriali italiani non investono più, non innovano, a parte coloro che puntano tutto sull’export da noi mancano gli imprenditori capaci di rischiare in proprio, eppure il governo ha delegato a loro le scelte sul futruo dello sviluppo».

Contro il job Act si è schierato non solo il sindacato ma anche una parte del Pd e Cesare Damiano ha annunciato battaglia, seguito dal forzista Giovanni Toti il quale ha commentato ironicamente il varo dei decreti: «Tra i tanti ‘pacchi’ giunti agli italiani in questi giorni, è arrivato anche quello del Jobs Act».

L’unico ad essere soddisfatto, oltre Renzi, è il leader Ncd Angelino Alfano che ha definito la riforma del lavoro «un grande passo in avanti» e senza lasciarsi andare a facili entusiasmi ha ribadito di voler attendere risultati concreti: «se ci sara’ occupazione, vorrà dire che quanto è stato fatto  è sufficiente».

 Benedetta Cucchiara

27 dicembre 2014

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