Missioni militari all’estero, Napolitano: «È miope chi le critica». E sul caso marò accusa l’India di scarsa collaborazione

Missioni militari all’estero, Napolitano: «È miope chi le critica». E sul caso marò accusa l’India di scarsa collaborazione

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ROMA – «È miope chi critica le missioni militari» . A dirlo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano il quale, durante il collegamento con i militari all’estero, ha sottolineato l’importanza dell’impegno italiano nel mondo, riservando un ampio spazio alla situazione del marò Salvatore Girone trattenuto in India da più di tre anni.

Il presidente della Repubblica ha lanciato un duro monito nei confronti di New Delhi che ha dimostrato «scarsa volontà politica di dare una soluzione equa» e si è complimentato con le famiglie dei due militari per aver sopportato con serenità l’arbitrarietà della giustizia indiana.

Pronta la replica del fuciliere di Marina, il quale ha espresso la sua gratitudine a Napolitano: «Ringrazio il Presidente: sono ancora fiducioso nelle nostre istituzioni nonostante tutto quello che è accaduto negli ultimi tre anni».

Dall’incoraggiamento si è passati alla commozione che Napolitano non ha saputo nascondere durante il collegamento con Samantha Cristoforetti, in missione sulla Stazione internazionale Spaziale. «Questa sua partecipazione straordinaria alla missione spaziale sono certo che darà un incentivo per capire quanto sia importante impegnarci nella tecnologia e ricerca spaziale», ha dichiarato Napolitano che si è rivolto amichevolmente all’astronauta: «Non la chiamerò capitano Cristoforetti perché oramai è Samantha per tutti le italiane e gli italiani».

Napolitano ha voluto ricordare l’impegno italiano all’estero, difendendo le forze armate dagli attacchi di chi ha considerato inutili le missioni, spiegando che «siamo ad Herat ed in altri posti con i nostri militari perché non possiamo scappare dal mondo. E’ una visione puerilmente miope quella di chi dice “stiamocene a casa”».

Benedetta Cucchiara

23 dicembre 2014

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