Renzi accelera sulle riforme, ok del Senato prima di eleggere il Quirinale

Renzi accelera sulle riforme, ok del Senato prima di eleggere il Quirinale

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ROMA – Calendari da rispettare e alleati da soddisfare. Sono questi gli obiettivi del premier Matteo Renzi che ieri, durante un incontro con i senatori Pd, ha confermato il 31 gennaio giorno di scadenza per l’attuazione delle riforme, un’accelerazione invisa a Forza Italia e che rischia di indebolire il Patto del Nazareno.

L’intenzione del premier è quella di arrivare all’approvazione della riforma del Senato e soprattutto della legge elettorale prima dell’elezione del nuovo Capo dello Stato, punto sul quale l’esponente azzurro Renato Brunetta ha espresso la sua contrarietà perché favorevole ad un «Italicum post Quirinale».

La causa dei malumori forzisti è da ricercare non solo nell’accelerata di Renzi sulle riforme, ma nella volontà (e necessità )del premier di guardarsi attorno per cercare nuovi interlocutori, anche tra l’opposizione grillina. E l’invito di Prodi a Palazzo Chigi, non ha fatto altro che aumentare la tensione tra Renzi e Berlusconi il quale non ha visto di buon occhio l’incontro tra i due democratici.

La corsa alle riforme non è stata accolta favorevolmente neanche da Sel e alla Commissione affari costituzionali del Senato è scoppiata la polemica. «È evidente che il Pd vuole forzare i tempi per modificare il calendario e di portare subito il testo in aula senza relatore – ha dichiarato Loredana de Petris – Una simile forzatura ha una sola spiegazione: il governo vuole varare subito l’Italicum per poi renderlo applicabile con un decreto anche al Senato e imporre le elezioni anticipate».

La fretta dei democratici non sembra trovare riscontri nella realtà in quanto i provvedimenti sono bloccati da diciassettemila emendamenti, uno stallo commentato dalle dichiarazioni di Mario Mauro dei popolari per l’Italia: «stiamo facendo finta di lavorare».

Benedetta Cucchiara

18 dicembre 2014

 

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