Renzi: “Ue cambi verso o diventa cenerentola del mondo”. Piano Juncker? “Direzione giusta ma ancora timido su investimenti”

Renzi: “Ue cambi verso o diventa cenerentola del mondo”. Piano Juncker? “Direzione giusta ma ancora timido su investimenti”

1394651070-matteo-renzi-312956ROMA – Il piano Juncker “va nella giusta direzione come metodo, finalmente sottolinea la necessità di fare investimenti ma a nostro giudizio va rafforzato e incoraggiato: c’è ancora un po’ di timidezza nell’affrontare la sfida degli investimenti”. Il premier Matteo Renzi, intervenuto al Senato alla 52ª riunione plenaria della Cosac, la Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell’Unione dei Parlamentari dell’Ue ha sottolineato i passi avanti “un po’ timidi” fatti a Bruxelles negli ultimi tempi ma non ha rinunciato a lanciare l’allarme sulla necessità di “cambiare verso” sulle decisioni di carattere economico.

“O l’Ue cambia verso in direzione economica – ha sottolineato Renzi – oppure rischia di diventare la cenerentola dei paesi globali: il mondo corre, anche se un po’ più piano e l’Europa è in una fase di sostanziale stagnazione, a crescita quasi bloccata”.

Secondo il presidente del Consiglio “l’Unione europea non può diventare solo un terreno di scontro fra ragionieri che ragionano dello ‘zero virgola’ ma deve diventare la casa della politica di tutti altrimenti nessuno avrà un futuro”.

L’Europa “ha bisogno di correre” inserendo una “marcia maggiore: se noi stiamo fermi, gli altri non aspettano”, ha detto il premier citando ad esempio l’accordo di libero scambio con gli Usa che “abbiamo tenuto fermo” mentre gli altri siglano accordi analoghi.

Il presidente del Consiglio ha colto l’occasione per fare un parziale bilancio del semestre di presidenza italiana della Ue, giudicandolo positivamente anche se su alcuni dossier, come il ‘Made in’ o l’accordo di libero scambio Ue-Usa “avrei voluto correre di più”. La fase di “transizione ha caratterizzato nel bilancio del semestre un rallentamento dei dossier”, ha spiegato Renzi ricordando che “larga parte del tempo è stata dedicata allo sblocco dello stallo istituzionale” e al processo di transizione che “si conclude oggi” con Donald Tusk, al quale non ha mancato di fare i propri auguri, che “oggi diventa presidente del Consiglio europeo”.

Renzi non ha mancato di sottolineare che l’Italia è “fedele al Patto ma bisogna ricordarsi che ha un nome e un cognome: non si chiama solo Patto di stabilità, ma anche di crescita” e ha rilanciato spiegando che questa sarà la posizione che “accompagnerà il lavoro dell’Italia nei prossimi mesi”.

“Io credo che l’Italia stia cambiando. Non ha paura di cambiare e sa perfettamente che l’Europa non può essere un alibi”, ha aggiunto. “Ma io voglio essere sincero al limite della brutalità noi non abbiamo la volontà di trasformare l’Europa nel nostro alibi. Noi sappiamo che dobbiamo attuare il processo delle riforme che abbiamo iniziato, da quella del lavoro alla giustizia, fino alle riforme costituzionali e la legge elettorale”, ha concluso Renzi.

Donato Notarachille
01 dicembre 2014

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