Renzi: “Che il lavoro non sia terreno di scontro”. Camusso: “E’ lui che deve risolvere lo scontro

Renzi: “Che il lavoro non sia terreno di scontro”. Camusso: “E’ lui che deve risolvere lo scontro

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ROMA- “Serve la capacità di non mettere gli uni contro gli altri”. E’ questo il monito lanciato oggi da Matteo Renzi all’inaugurazione della Piaggio Aerospace a Villanova d’Albenga, in Liguria.

“E’ normale avere idee diverse ma guai a pensare che si possa fare del mondo del lavoro il terreno dello scontro”. Dopo il messaggio mandato dal palco degli Industriali locali di Brescia – dove il premier fece il suo affondo contro i sindacati: “C’è un disegno per spaccare in due l’Italia” -, Renzi è tornato a parlare di lavoro e questa volta con toni sicuramente più distesi.

Il Presidente del Consiglio ha elogiato il lavoro svolto dalla Piaggio, da azienda che sembrava “cotta, finita” si è riusciti a ripartire, indicando un percorso per l’intero paese: “la gente di Piaggio non ha mai avuto paura del futuro”. Il 2006 fu “un anno magico: la situazione sembrava finita ma poi, anche per la capacità dei lavoratori di insistere”, l’azienda è rinata, arrivando ad essere “un’azienda all’avanguardia”. In conclusione Renzi rilancia: “la Piaggio ha dimostrato che non bisogna avere paura del futuro. In Italia c’è la crisi eppure il risparmio aumenta, questo perché cresce la paura. Il futuro ha smesso di essere un’opportunità, incute timore. La gente di Piaggio non ha avuto paura”. “Il nostro Paese è pieno di esperienze di avanguardia, bisogna togliersi di dosso la paura”.

Le belle parole del premier però non sono sfuggite a Susanna Camusso che da un convegno a Padova risponde a tono: “Essendo stato Renzi a innescare lo scontro sul lavoro, deve interrogarsi sulla linea che ha proposto: se la linea è quella della divisione tra lavoratori pubblici e privati, tra stabilizzati e non stabilizzati e di togliere i diritti per chi lavorerà in futuro, è lui che deve risolvere lo scontro”. La stessa poi aggiunge: “dobbiamo ragionare su un mondo del lavoro unito e unitario e per questo la prima condizione è togliere di mezzo le divisioni e le volontà di ulteriori divisioni”.

Mentre da una parte Renzi offre aperture, dall’altra mantiene il pugno duro: il premier infatti ha già fatto sapere che il governo procederà spedito sul Jobs act che dovrà “entrare in vigore entro il 1° gennaio” e che non sarà cambiato “di una virgola”.

Matteo Campolongo

7 novembre 2014

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