Inchiesta P3: rinvio a giudizio per Verdini e Cosentino

Inchiesta P3: rinvio a giudizio per Verdini e Cosentino

NICOLA COSENTINO olycomIl senatore Denis Verdini e l’ex-sottosegretario Nicola Cosentino sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla P3. La richiesta è stata formulata dal GUP di Roma, Paola Della Monica.

Stralciata e rinviata invece a Dicembre la posizione di Marcello Dell’Utri, in attesa di estradizione suppletiva dal Libano, che aveva concesso unicamente quella relativa alla condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale l’ex-senatore del PDL è attualmente detenuto a Parma.

I capi d’accusa sono di corruzione per Verdini e di diffamazione e violenza privata per Cosentino.

Secondo il parere dei PM inquirenti, la P3 sarebbe un’associazione caratterizzata “dalla segretezza degli scopi, dell’attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali”, operante come una vera e propria holding criminale, con affari che spazierebbero dalla produzione di energia eolica in Sardegna (gestita dal faccendiere Flavio Carboni, anch’esso a processo) al riciclaggio di opere d’arte, passando per l’acquisizione di discariche da bonificare e per operazioni immobiliari a Porto Rotondo  e nell’hinterland cagliaritano.

All’attuale mediatore del Patto del Nazareno sono contestati, oltre alle accuse di corruzione, i rapporti con Carboni e con Pasquale Lombardi e l’ex-primo presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, per i quali l’indagine rivela anche le pressioni esercitate su diversi magistrati per cercare di sapere in anticipo il parere della Consulta sul Lodo Alfano e o quello della Cassazione per il Lodo Mondadori.

Per Cosentino, l’accusa è di aver pubblicato su un blog notizie false e screditanti riguardanti l’attuale Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, durante le elezioni regionali del 2010, oltre ad aver “compiuto atti diretti a costringere” il suo ritiro.

L’inchiesta, avviata nel 2010, partì proprio dal filone relativo all’indagine sugli appalti dell’eolico in Sardegna (per la quale Carboni è accusato di concorso in corruzione) e si allargò man mano grazie al rintracciamento dei conti bancari, i quali sembrerebbero attestare alla P3 persino affari oltreoceano, precisamente sospetti bonifici in casinò e hotel di Las Vegas. Rallentata dalla lentezza con la quale il Parlamento ha ratificato l’uso delle intercettazioni per gli imputati, l’inchiesta si è trascinata per oltre un anno nell’udienza preliminare.

 

Gianluca Pezzano

3 novembre 204

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