Rientra il blocco dei tir: perdite per 100 milioni. Venerdì nero per sciopero generale

Ieri secondo la Federtrasporti, sono ripresi a circolare a Roma l’85% dei tir, l’Unione Europea aveva chiesto però che la situazione tornasse alla normalità quanto prima, e difatti nel giro delle ultime 48 ore sono stati effettuati 13 arresti e 5 denunce nei confronti di persone che si sono rese responsabili di atti di intimidazione nei confronti dei camionisti che non volevano aderire allo sciopero.

La verità, come spesso accade, è che in molti sono scesi in strada a manifestare senza sapere nemmeno il perché effettivo delle proteste, senza conoscere a fondo il decreto contro cui stavano protestando. Lentamente oggi si sta tornando alla normalità, manifestazioni si registrano solo al sud.
Cosa ha portato questo blocco dei tir lungo quasi una settimana? Per ora solo un aumento degli ortaggi di circa il 30%, perdite da parte di aziende per circa 100 milioni di euro, tonnellate di cibo andate a male, agricoltura delle regioni meridionali in ginocchio e benzinai presi d’assalto per paura che finisca il carburante. Molte anche le aziende che hanno dovuto chiudere per via del blocco dei tir che ha impedito i rifornimenti di materie prima alle fabbriche, è il caso dei stabilimenti della Fiat (a Frosinone ad esempio) della Coca Cola (Caserta e Potenza) o della Barilla che negli scorsi giorni ha fatto richiesta di cassa integrazione per i suoi dipendenti.
Oggi comunque nonostante il progressivo ritorno alla “normalità”, è previsto un venerdì nero per via dello sciopero generale dei trasporti. Disagi maggiori, soprattutto per chi deve viaggiare o spostarsi nelle città, treni fermi dalle 21 di ieri sera e per 24 ore. Lo sciopero è stato indetto da Usb, Slai Cobas, Orsa, Cib Unicobas, Snater, Sicobas e Ubi, contro il governo Monti, e riguarderà i lavoratori pubblici e privati: dai trasporti ferroviari agli uffici pubblici, dal trasporto locale alle telecomunicazioni.

Virginio Sapio

27 gennaio 2012

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