Berlusconi a Renzi: “Sì a modello tedesco per unioni gay e Ius Soli. Su Italicum e riforme “continuiamo confronto”

Berlusconi a Renzi: “Sì a modello tedesco per unioni gay e Ius Soli. Su Italicum e riforme “continuiamo confronto”

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ROMA- Silvio Berlusconi  apre alla proposta Renzi sulle unioni civili alla tedesca. Non vere e proprie “nozze gay” ma “civil partnership”.  Al leader di Forza Italia piace il modello tedesco al quale nello studio di Domenica Live, il premier Matteo Renzi aveva dichiarato di ispirarsi per regolamentare le unioni civili anche in Italia. Secondo Berlusconi “è il giusto compromesso tra le libertà di tutti e il rispetto profondo dei valori cristiani e della famiglia”.

Alla presentazione del Dipartimento ‘Libertà civili e diritti umani’ del suo partito, l’ex premier entra così nel vivo di un tema che nei giorni scorsi ha vissuto di aspre polemiche, sfociate nello scontro verbale tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il sindaco di Roma Ignazio Marino dopo la registrazione in Campidoglio di 16 matrimoni gay contratti all’estero. “Solo autografi senza alcun valore”, aveva tuonato il titolare del Viminale, mentre il prefetto della Capitale aveva ingiunto a Marino di cancellare le trascrizioni, pena “l’annullamento” dei matrimoni.

“L’istituzione del dipartimento sulle libertà civili – ha spiegato Berlusconi nel corso del suo intervento a Montecitorio – rappresenta una naturale continuità di quanto abbiamo fatto finora e si occuperà anche dei diritti delle coppie dello stesso sesso: siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso tra il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale. Ma chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano”.

Verrebbe da dire che siamo di fronte a un salto della quaglia di discrete proporzioni, da parte del Cavaliere che passa dal machismo assoluto che lo ha sempre contraddistinto, specie nelle sue uscite pubbliche, ad un  approccio gay friendly.  Un Cavaliere 2.0? Forse.

In realtà, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Askanews in un retroscena relativo alla riunione tenuta dall’ex premier a Montecitorio con i deputati di Forza Italia, “una posizione ufficiale di Forza Italia ancora non c’è. Noi abbiamo creato un Dipartimento per i diritti civili proprio per dare vita a un luogo di discussione”.

La questione delle unioni civili infatti pare non sia stata soltanto oggetto della conferenza stampa tenuta da Silvio Berlusconi con Mara Carfagna, ma avrebbe occupato una parte della citata riunione durante la quale il leader azzurro avrebbe spiegato di essere a favore del modello tedesco che prevede anche le adozioni “interne” per le coppie omosessuali. Ma trattandosi di un tema delicato che vede scontrarsi le varie sensibilità all’interno del partito ne è emersa la necessità da  parte di Berlusconi a concedere una certa “libertà di coscienza” sul tema.

Non solo unioni civili, ma anche in merito allo ius soli, Berlusconi fa sponda con Renzi. “Siamo d’accordo – ha spiegato il Cavaliere non mancando di ricordare che una proposta in merito era stata già avanzata dal suo partito – e riteniamo che dare la cittadinanza a un figlio di stranieri sia doveroso quando questa persona ha fatto un ciclo scolastico e conosce la nostra storia”.

Quello che si divide fra l’incontro con i deputati di Forza Italia e la conferenza stampa è però un Berlusconi quasi a tutto campo: non solo unioni civili e ius soli ma anche legge elettorale e Consulta.

Ribadendo l’opposizione convinta di Forza Italia sulla politica economica e sulla politica estera del Governo, Berlusconi  prosegue a dialogare con Renzi su riforme e Italicum e sostiene che l’attuale premier voglia accelerare sulla legge elettorale allo scopo di tenere a bada i suoi e si dice sicuro che non ci sarà un ricorso anticipato alle urne, ma si andrà a votare nel 2018 e nel frattempo “stiamo lavorando con Renzi per trovare una legge che possa andare nella direzione del bipolarismo e possa far fare passi avanti per la governabilità dell’Italia. L’importante è che ci sia una legge che non favorisca il frazionamento del voto e dei partiti, cosa che ha fatto invece la legge sulla par condicio voluta dalla sinistra contro di me. Siamo assolutamente attenti ad arrivare alla possibilità di avere il bipolarismo e con la legge sul Senato abbiamo avviato il percorso per il monocameralismo”.

Quanto al capitolo Consulta, dopo quasi tre mesi di stallo sull’elezione dei due giudici costituzionali, Berlusconi ha rivelato in anticipo la scelta del suo partito: ”Ho pensato di mettere al lavoro tutti i nostri presidenti dei comitati regionali e li ho invitati a raccogliere i dati di professori universitari e avvocati di genere femminile. Ci sono giunti dodici curricula molto interessanti, li abbiamo fatti esaminare da un gruppo di esperti e sono emersi tre curricula che consegneremo questa sera ai presidenti dei gruppi del Senato e della Camera, che possano trovare un nome idoneo a svolgere quella funzione”.

Berlusconi facendo riferimento alla sua tesi, ribadita anche oggi, secondo la quale la Consulta è “un organismo politico della sinistra”, si è augurato che “che la provvidenza consenta un domani al prossimo presidente della Repubblica di cambiare questo atteggiamento politico”.

Donato Notarachille

23 ottobre 2014

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