Blocco dei tir: corsa alle provviste in tutta Italia

Mentre il governo rassicura gli italiani ed il resto d’Europa affermando che  saranno presto avviate “tutte le misure necessarie per porre fine ai blocchi”, i cittadini da ieri sera stanno effettuando una vera e propria corsa alle provviste sia nei supermercati che nei distributori di benzina. Il ministro dell’Interno ha assicurato che presto saranno divulgate ordinanze urgenti contro il blocco dei tir per evitare di non compromettere il regolare approvvigionamento di beni primari per i cittadini e per le attività produttive.

Intanto, nonostante le rassicurazioni la protesta si è spostata anche in mare. Da ieri i pescherecci dal nord al sud sono in sciopero e per oggi è previsto un sit-in dei pescatori davanti a Montecitorio.
Il blocco dei tir sta di fatto paralizzando l’economia nazionale, l’85% dei rifornimenti a supermercati avviene proprio su trasporto stradale. Ieri c’è stata anche una vittima, un autotrasportatore investito ad Asti da una collega tedesca.
I presidi attivi questa mattina sono: in Emilia-Romagna, i mezzi pesanti sono presenti all’esterno dell’Autosole a Piacenza Sud, Reggio Emilia e Campegine (Reggio) e, lungo la A14, all’altezza del casello di Faenza (Ravenna). Sono ancora tutti attivi i presidi in Calabria sull’autostrada Salerno Calabria in diversi snodi della statale jonica 106 e gli agli imbarcaderi per la Sicilia di Villa San Giovanni dove sono fermi circa 260 tir. I mezzi pesanti non passano mentre le arterie sono percorribili da auto e pullman. I blocchi permangono anche sulla statale 106, all’imbocco della strada Ionio-Tirreno e all’altezza di Grotteria Mare, nel reggino e nel crotonese. Stop a mezzi pesanti anche sulla statale 18, a Scalea, Tortora e Guardia Piemontese, nel cosentino e, nel catanzarese, a Settingiano sulla statale 280 Catanzaro-Lamezia.
Inoltre anche quest’oggi i 3.900 lavoratori della fabbrica Fiat di Piedimonte San Germano (Cassino) rimarranno fermi a causa degli scioperi . Intanto nei  supermercati cominciano a scarseggiare beni di prima necessità come frutta e verdura.

Virginio Sapio

25 gennaio 2012

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