Tfr, Renzi: “Basta con lo Stato-mamma”. La scelta ai lavoratori

Tfr, Renzi: “Basta con lo Stato-mamma”. La scelta ai lavoratori

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ROMA– “Sono soldi dei lavoratori, si dice. Che però vengono dati tutti insieme alla fine. La filosofia sembra essere protettiva: te li metto da parte, per evitare che tu li ‘bruci’ tutti insieme. Uno Stato-Mamma, dunque, che sottilmente fa passare il messaggio di non fidarsi dei lavoratori-figli. Io la vedo diversamente: per me un cittadino è maturo e consapevole. E come accade in tutto il Mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga mensilmente”.

Sul tema del Tfr Matteo Renzi non lascia spazio a indugi. Si andrà avanti. Nonostante le opposizioni il Premier si è detto pronto ad un incontro con i sindacati. Un incontro che servirà ad illustrare le modalità con cui il Governo intende procedere. A quanto pare ci sarebbero due novità importanti. La prima è la possibilità di scegliere se percepire o no l’anticipo del Tfr, mentre l’altra è l’istituzione di un fondo per l’erogazione.

Secondo le intenzioni di Renzi, il lavoratore avrà la possibilità di decidere se ricevere o meno l’anticipo del Tfr maturato nell’anno precedente. Potrà scegliere se trasferire in un’unica tranche nella busta paga tutto l’ammontare, oppure distribuirlo lungo l’arco dei dodici mesi. Per ora resteranno fuori dall’operazione i lavoratori che hanno già deciso di destinare il proprio Tfr a un fondo pensionistico complementare. A meno che tale opzione non sia già prevista dal contratto collettivo di categoria che ha istituito il fondo.

Mettere il Tfr in busta paga, spiega Renzi – significherebbe “un raddoppio dell’operazione 80 euro, più possibilità d’acquisto, un altro tassello verso il modello Italia: noi infatti abbiamo scelto di non ridurre i salari, come hanno fatto altri paesi, ma di fare le riforme per creare competitività”.

La questione che si pone davanti all’inserimento del Tfr in busta paga, porterebbe secondo il Capo del Governo più vantaggi che svantaggi. Gli ostacoli che Renzi vede sono legati alle imprese: “Il problema è evitare di affossare la liquidità delle piccole medie imprese che potrebbero soffrire la necessità di pagare subito la mensilità in più”- ha sottolineato il Premier. Anche se, come suggeriscono i tecnici del governo, la parte del Tfr in busta paga potrebbe essere finanziata da un apposito “Fondo anticipo Tfr” (Fatfr) costituito dalle banche e dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp), oppure solo dalle banche previo accordo con l’Abi, l’Associazione degli istituti di credito.

E per questo – ha sottolineato Matteo Renzi- “quando martedì presenteremo alle parti sociali la proposta verificheremo la fattibilità di una proposta sul Tfr che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese”.

Intanto – dice ancora Renzi – “ci sono segnali incoraggianti di ripresa del numero degli occupati che da febbraio è cresciuto di oltre 80mila unità. Negli anni della crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro, dunque non siamo nemmeno al 10% di quello che va fatto per ritornare ai tempi d’oro. Però è un primo segnale positivo, dopo tanto tempo. Ora la vera sfida sarà incoraggiare gli investimenti, specie stranieri”.

Luigi Carnevale

06 Ottobre 2014

 

 

 

 

 

 

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