L’Anm risponde a Renzi: più rispetto e meno falsità

L’Anm risponde a Renzi: più rispetto e meno falsità

renzi-fazioL’Associazione Nazionale Magistrati passa al contrattacco e risponde a Matteo Renzi, sottolineando come le sue parole «non corrispondono alla realtà dei fatti». Ieri sera, infatti, durante l’intervista a «Che tempo che fa» di Fabio Fazio, il Premier aveva criticato la reazione dei giudici riguardo all’imposizione da parte del Governo del tetto salariale massimo per i dirigenti pubblici. Subito dopo, aveva rincarato la dose mettendo in evidenza la lunga durata (46 giorni) della sospensione feriale estiva, a cui andrebbero sommate le ferie dei singoli magistrati. Nonostante avesse dichiarato di provare grande rispetto per la Magistratura e la divisione dei Poteri, smentendo così l’accusa di credere in una “giustizia ad orologeria” in seguito alla vicenda del padre, Renzi aveva voluto lanciare un segnale forte in direzione del cambiamento che dovrà coinvolgere anche l’organizzazione della giustizia e coloro che sono chiamati ad esercitarla.

Con queste premesse, stamane la risposta dell’Anm non si è fatta attendere. In primo luogo, l’Associazione dei magistrati si è sentita costretta a ricordare a tutti di non aver “mai dichiarato che l’introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240.000 euro annuali sia un attentato alla libertà o all’indipendenza della magistratura. Chi sostiene il contrario è invitato a dimostrare, una volta per tutte, quando e come l’Associazione avrebbe fatto una simile affermazione». Inoltre, la Anm ha precisato come tale tetto massimo sia raggiunto soltanto dai vertici della Corte di Cassazione e della Procura Generale e non riguardi mediamente la retribuzione di un magistrato.

Stesso discorso per quanto riguarda la questione della sospensione feriale: l’Associazione ha dichiarato come gli uffici giudiziari «non chiudono mai» e come ci sia differenza tra ferie e sospensione. Durante quest’ultima, infatti, i tribunali sono aperti per i processi urgenti e «assicurare il concreto esercizio del diritto di difesa», evitando il decorso dei termini processuali dei processi ordinari.

Pertanto, ha concluso l’Anm , «la magistratura ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti. Ci auguriamo, con ciò, di avere fatto, si spera definitiva, chiarezza nell’interesse di una corretta informazione e della dignità di quanti operano con sacrificio e impegno nel delicato settore dell’amministrazione della giustizia».

Redazione

29 settembre 2014

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