Lavoro, la Chiesa interviene sull’art. 18. Bagnasco: “Non è un dogma”

Lavoro, la Chiesa interviene sull’art. 18. Bagnasco: “Non è un dogma”

BagnascoAnche la Chiesa è intervenuta sulla questione dell’art. 18. Nel corso dell’incontro genovese sul tema del lavoro con i rappresentanti dei sindacati, il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha rotto il silenzio, ribadendo che “l’articolo 18 non deve essere considerato un dogma”.

Seguendo la scia di polemiche della Cigl, l’arcivescovo di Genova ha espresso le sue perplessità di fronte ad un dibattito che sta dividendo le forze politiche e la stessa maggioranza. “L’ abolizione dell’art. 18 è utile solo se crea posti di lavoro altrimenti non serve a niente”, ha dichiarato Bagnasco che ha aggiunto: “Non ci sono dogmi di fede e non ci sono dogmi di nessun genere per quel che riguarda le prassi sociali. Anche questo nodo deve essere affrontato con una sola intenzione, un solo obiettivo: creare occupazione”.

Il Job Act, tra le minacce di sciopero generale della Camusso e i moniti della Chiesa, sarà oggetto della riunione democratica di domani mattina, in cui la minoranza di Bersani e Civati si scontrerà con i renziani sulle modifiche da apportare alla riforma, in primis l’eliminazione del precariato. “Non c’è nessun intervento certo di disboscamento dei contratti precari, la delega parla solo di una eventualità” ha ribadito l’ex viceministro Stefano Fassina, seguito da Civati che ha accusato il premier di voler dividere il Pd: “La scissione è un rischio se Renzi non si rende conto di essere anche il segretario di un partito che può avere legittime differenze al proprio interno e che è stato eletto per difendere l’articolo 18 così non certo per abolirlo”.

Benedetta Cucchiara

28 settembre 2014

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