La Camusso minaccia: “Sciopero generale se il governo procede con il jobs act”. Renzi dal suo volo: “L’italia è un paese infinito”

La Camusso minaccia: “Sciopero generale se il governo procede con il jobs act”. Renzi dal suo volo: “L’italia è un paese infinito”

renzi-camussoSusanna Camusso, segretario generale della Cgil, è intervenuta oggi all’assemblea nazionale della Fiom promettendo battaglia: se il governo deciderà di procedere per decreto legge sulla riforma del lavoro “bisognerà indire lo sciopero generale”. Continua senza sosta e anche a distanza lo scontro sull’articolo 18 dunque; con la Camusso che puntando contro il premier incalza: “C’è una parte di mondo che pensa che il futuro sia fatto di un lavoro servile, di un lavoro con meno diritti, e per ottenere questi risultati definisce conservatori tutti coloro che, invece, parlano di dignità del lavoro e di diritti da acquisire”. Altre sono le priorità: il governo infatti dovrebbe cominciare “dalla patrimoniale sulle grandi ricchezze per usare quelle risorse per far ripartire l’occupazione”.

Sindacato e Fiom si stanno già muovendo, per il 25 ottobre è prevista la manifestazione congiunta della due forze; la paura è però per l’immediato futuro. Se infatti il governo dovesse decidere di dribblare il parlamento (le stesse fazioni interne del Pd non garantiscono un iter breve) e proseguire per decreto legge, la risposta non potrebbe che essere lo sciopero generale. Questa ipotesi pare però essere smentita dallo stesso governo che tramite Filippo Taddei, responsabile economico dell’esecutivo, fa sapere che non sarà presa nessuna scorciatoia.

Renzi intanto di ritorno dagli USA, continua a palesare ottimismo e buoni propositi. Mentre nel bel paese infuria la tempesta di critiche che lo sta travolgendo (solo di ieri il richiamo del Consiglio Episcopale Italiano) il Presidente del consiglio intende mostrare un’altra Italia, quella vista con i suoi occhi in questi giorni. Apre così infatti Renzi il suo videomessaggio dall’aereo di stato che lo sta riportando in patria: “E’ stato un viaggio interessante e impegnativo, che è partito dal futuro della Silicon valley per dire che l’Italia può pensare al futuro, non deve limitarsi a rappresentarsi come una grande nazione del passato”. Prosegue poi: “Non è un paese finito ma un paese infinito, pieno di risorse e bellezza“. “Torniamo convinti che la pagina migliore l’Italia la debba ancora scrivere, e tutti insieme la scriveremo”. Dopo la visita a Marchionne, Renzi si spende in complimenti nei confronti dell’imprenditore Italo-Canadese: “Grazie all’intuizione di Sergio Marchionne, nella sede di Fiat-Chrysler, il secondo edificio degli Usa dopo il Pentagono, oggi si parla anche italiano”. E continua: “Ha assicurato un futuro a due aziende che stavano fallendo, come anche a Grugliasco, Melfi, e tanti altri stabilimenti in Italia. E’ il futuro di chi pensa che non c’è solo il ricordo di ciò che abbiamo fatto ma anche la voglia di costruire il domani”.

Il premier conclude poi riportando le sue parole alle Nazioni Unite: “Nel mio intervento alle Nazioni Unite, portando la voce dell’Italia ho voluto portare la dignità e l’orgoglio di 60 milioni di italiani che sanno che i valori di civiltà, libertà, bellezza e uguaglianza e contro la pena di morte sono valori e diritti storici per il nostro Paese. Ma ho voluto portare anche la voce degli ottantamila salvati dalla Marina Militare nell’operazione Mare Nostrum, che sono stati strappati dal Mediterraneo”. “Noi vogliamo che il Mediterraneo sia il cuore dell’Europa e non il cimitero del mondo. Vogliamo che il Mediterraneo torni a essere il luogo dove persone di culture e religioni diverse possano tornare a dialogare e costruire quella pace che manca in Libia e in Palestina”.

Matteo Campolongo

27 settembre 2014

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