Grillo definisce “infame” la riforma del lavoro. E alla minoranza Pd: “Mandate a casa Renzi”

Grillo definisce “infame” la riforma del lavoro. E alla minoranza Pd: “Mandate a casa Renzi”

BEPPE-GRILLO-MOVIMENTO-5-STELLE-NO-ALLEANZA-PD-2“È una controriforma che servirà solo a licenziare un po’ di lavoratori”. A dichiararlo il leader del M5S Beppe Grillo che sul suo blog ha attaccato duramente la riforma del lavoro, definendola “infame”. Il comico genovese, aprendo un dibattito sull’annosa questione dell’art. 18, ha sottolineato che la modifica del mercato del lavoro e l’introduzione del contratto a tutele crescenti si tradurrà in un altro fallimento. “La riforma servirà solo a licenziare un po’ di lavoratori garantiti magari quelli sindacalmente più attivi, per sostituirli con altrettanti precari sottopagati – ha attaccato il pentastellato – I giovani continueranno ad essere precari come sempre e senza neppure il miraggio di una assunzione a tempo indeterminato”. Grillo, se da una parte ha rinnovato le offensive contro il premier Renzi, dall’altra ha iniziato a guardarsi attorno in cerca di alleati, non disdegnando quella minoranza democratica tanto invisa ai progetti renziani. Ed è proprio ai ribelli del Pd che il leader del M5S ha lanciato il suo appello: “Renzi sta riuscendo dove non sono riusciti Monti e Berlusconi, sta trattando la Cgil come uno straccio per la polvere: compagni del Pd cosa aspettate ad occupare le sedi e far sentire la vostra voce?”. Il grillino Aldo Giannulli ha rivolto le sue critiche anche al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il quale aveva parlato di adottare politiche coraggiose contro la disoccupazione. “Ci sono i superpagati dipendenti del Parlamento che stanno facendo un casino d’inferno perché non accettano una spuntatura delle loro ricche retribuzioni” ha ribadito l’esponente pentastellato – Napolitano ha mai denunciato questi privilegi e particolarismi? Possiamo dire solo una cosa: Presidente si vergogni!”.

Benedetta Cucchiara

24 settembre 2014

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