Riforma Lavoro: prosegue lo scontro frontale tra Renzi ed i sindacati

Riforma Lavoro: prosegue lo scontro frontale tra Renzi ed i sindacati

susanna-camusso-ggilMILANO – E’ oramai scontro, senza esclusione di colpi, tra Matteo Renzi e la Cgil in riguardo la riforma del lavoro. Sul fronte il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che non escludendo uno sciopero generale, durante l’inaugurazione della nuova sede regionale del sindacato a Milano, attacca duramente il premier affermando: “Mi sembra che il presidente del consiglio abbia un pò in mente il modello della Thatcher. La conseguenza del modello degli ultimi 20 anni è un sistema fatto di divisioni che ha portato precarietà e non competitivita’”.

Sull’altro lato del fronte Renzi, che altrettanto duramente replica le dichiarazioni del leader sindacale, attraverso un videomessaggio: “Oggi la Cgil ha deciso di andare all’attacco del governo. Il segretario Camusso ha detto che il governo ha in mente Margaret Thatcher quando si parla di lavoro. Ma noi quando si parla di lavoro non siamo impegnati in uno scontro del passato e ideologico. Noi non vogliamo il mercato del lavoro della Thatcher, ma un mercato in cui ci sono cittadini tutti uguali, un mercato giusto, vogliamo delle regole giuste, non regole che dividono sulla base della provenienza geografica, o regole complicate”.

Renzi è andato oltre ed ha aggiunto: “Pensiamo a quelli a cui non ha pensato nessuno in questi anni. A quelli che vivono di cococo e cocopro e sono condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito preoccupandosi solo dei diritti di alcuni e non dei diritti di tutti”.

Ma al di là delle dichiarazioni delle due controparti, quello che sorprende è che a pochi giorni dalla discussione in aula al Senato, all’interno dello stesso Pd non vi è lo stesso pensiero ed i toni rimangono aspri. La voce più fuori dal coro quella dell’ex segretario Pierluigi Bersani che minaccia battaglia al Senato se non cambia l’impostazione e annuncia di presentare molti emendamenti alla legge delega.

Bersani poi attacca duramente il premier e dice: “Altro che modello tedesco, Renzi rischia di frantumare i diritti dei lavoratori”. Poi facendo riferimento al paragone con la Thatcher, l’ex segretario Pd aggiunge: “Non voglio credere che ci sia l’idea di fare un braccio di ferro inutile e sterile, servono novita’”.

Del Rio, sottosegretario alla presidenza del consiglio, però commenta così:”Il governo è determinatissimo a completare l’iter della riforma del lavoro. Il paese non può vivere di promesse ma servono i fatti”. Infine Del Rio ammoniva:”Le discussioni aiutano tutti a migliorarsi, l’importante è che non ci siano ultimatum o posizioni ideologiche e che ci sia l’intenzione di creare posti di lavoro, con ricette moderne perchè quelle utilizzate fino ad oggi non hanno funzionato”.

Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta con molto scetticismo afferma: “Vogliamo più chiarezza da parte del presidente del Consiglio anche perché vediamo quello che sta succedendo all’interno del Partito democratico”.

Battaglia aperta dunque e il braccio di ferro continua.

Sebastiano Di Mauro
19 settembre 2014

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