Bancarotta Fraudolenta: indagato il padre di Matteo Renzi

Bancarotta Fraudolenta: indagato il padre di Matteo Renzi

tiziano renzi

GENOVA – La procura di Genova ha indagato Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio Matteo, per bancarotta fraudolenta.

L’indagine – seguita dal pm Marco Airoldi e dal procuratore aggiunto Nicola Piacente- era stata aperta circa sei mesi fa e riguarderebbe il fallimento di una società di distribuzione di giornali, la Chil S.r.l.

La procura ha chiesto la proroga delle indagini e ha contestualmente inviato l’avviso di garanzia. Oltre al padre di Renzi ci sono altre due persone indagate, due ex dipendenti.

Anche Matteo Renzi era stato in passato–all’età di 22 anni- amministratore della società insieme alle sorelle (di fatto è stato l’ultimo lavoro che il Premier ha ricoperto prima di buttarsi in politica). Parliamo degli anni che vanno dal 1999 al 2004. Subito dopo per l’attuale Presidente del Consiglio ci fu l’elezione a presidente della Provincia di Firenze e prima di prendere la carica cedette il 40% delle quote, passando da amministratore a dirigente, una scelta che gli ha garantito di ottenere contributi per 9 anni. Per questo Renzi fu anche criticato dai consiglieri di destra, ma fino a quel punto non c’era stata nessuna irregolarità di legge.

Le irregolarità invece sembrerebbero esserci state dopo che la società -con sede a Rignano sull’Arno- aveva aperto una decina di anni fa una filiale genovese. Dopo il passaggio di proprietà da Tiziano Renzi ad un imprenditore ligure la Chil S.r.l. (che nel frattempo aveva cambiato nme in Chill Post) fallisce.

 A destare sospetto nei giudici sarebbe stato un debito lasciato dai vecchi proprietari e mai saldato. Secondo il curatore fallimentare ci sarebbero stati  passaggi sospetti e uscite di denaro ingiustificate. Ma Tiziano Renzi non si dice “preoccupato”, anche se ha ritenuto non opportuno commentare il provvedimento nei suoi confronti: “ne prendo atto” – ha detto all’agenzia di stampa Reuters – “ringrazio la magistratura perché è un atto a mia tutela, ma essendo io indagato non posso dire niente. Appena avrò tempo, a dimostrazione di quanto sono preoccupato, farò un comunicato stampa”.

Luigi Carnevale
18 Settembre 2014

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