Blocco stipendi statali: i sindacati delle forze dell’ordine “Pronti allo sciopero generale”

Blocco stipendi statali: i sindacati delle forze dell’ordine “Pronti allo sciopero generale”

 blocco-stipendi-sciopero-forze-ordineROMA – Con la dichiarazione del Ministro Madia è scoppiato il caos: non sembra esserci scampo allo sciopero previsto per la fine di settembre. Lo annunciano i sindacati di polizia e Cocer Interforze (sindacato militare) che si dichiarano abbandonati dai rappresentanti: “il governo ha tradito il personale in uniforme”. “Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti, verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, a dichiarare lo sciopero generale”.

La risposta del governo arriva direttamente per bocca di Matteo Renzi dal Galles dove si trova per il vertice Nato: “Riceverò personalmente gli uomini in divisa ma non accetto ricatti” aggiunge poi: “Siamo l’unico Paese che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo, su tutto”. Ma in un momento di crisi “fare sciopero perché non ti danno l’aumento quando ci sono milioni di disoccupati è ingiusto”. Apprezzata la disponibilità, fanno sapere i sindacati.

Anche la Madia riprende la discussione: “Per il comparto delle forze di polizia ci sarà un surplus di attenzione, un’attenzione massima perché è un comparto sensibile. Ci metteremo una maggiore attenzione, quindi, proprio perché riconosciamo una specificità a questo comparto”. Dalla festa dell’unità di Bologna rivendica il buon operato del suo governo: “Parlo di un governo che fa le cose perché abbiamo dato 80 euro netti a tutti i lavoratori più deboli economicamente, sia pubblici che privati cosa che nessun governo ha fatto prima di noi, neanche quando la crisi non c’era. Questa è una cosa concreta che confermiamo per il 2015″. Per quanto riguarda gli statali: “Fra le prime abbiamo fatto due cose: mettere un tetto a chi guadagna di più e la seconda è stata dare una boccata d’ossigeno a chi guadagnava di meno”.

In risposta, insieme allo sciopero, le forze dell’ordine fanno sapere che sarà chiesto anche il congedo di tutti i capi dei corpi e dei Ministri: “Qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l’abnegazione del proprio personale”. In chiusura si specifica: “La frattura che si creerebbe in tale scenario sarebbe insanabile; o restano loro oppure tutti quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell’intero mondo per garantire sicurezza e difesa”.

Per il momento in vista della manifestazione generale la forza pubblica si sta organizzando in una prima forma di protesta: #piazzapermanente, dove un camper itinerante informerà i cittadini italiani riguardo lo sciopero e le sue motivazioni e un presidio di forze dell’ordine rimarrà sotto Montecitorio. La situazione dunque non potrebbe essere più seria di così, come confermano le organizzazioni sindacali: “Sappiamo che si tratta di una decisione grave ma è assolutamente necessaria. Rappresenta solo il primo passo di una nuova fase di lotta”.

Matteo Campolongo
5 settembre 2014

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