Riforme, Renzi alza il sipario sul programma dei “mille giorni”

Riforme, Renzi alza il sipario sul programma dei “mille giorni”

Bruxelles, secondo giorno summit UEROMA – Nella conferenza a Palazzo Chigi di oggi, Matteo Renzi ha ufficialmente dato il via al programma dei «Mille Giorni», il pacchetto di riforme che il governo ha deciso di attuare per rilanciare il Paese. Un conto alla rovescia «su cui saremo giudicati a maggio 2017», ha sottolineato il premier. «La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di ‘annuncite’, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti». Una risposta decisa a chi nei giorni scorsi aveva attaccato l’esecutivo, accusandolo di non mantenere gli impegni presi con promesse e proclami, con un forte accento sui tempi e le scadenze da rispettare. Ha, infatti, così proseguito: «Entro 1000 giorni saremo un Paese civile se non avremo arretrati sui dl attuativi e se i denari non saranno realmente dispersi come talvolta abbiamo suoi fondi europei. Mettere una scansione temporale precisa è una ossessione precisa del mio fratello maggiore Del Rio che mi diceva ‘ma dobbiamo proprio metterla una data?’». Lo scadenzario sarà pubblicato online, su un sito già attivo (http://passodopopasso.italia.it/), corredato dall’hashtag #passodopopasso.
Durante la conferenza, Renzi ha poi toccato alcuni dei singoli punti, mettendo in evidenza i passi già compiuti e quelli, invece, ancora fare. Per quanto riguarda la Scuola, «il programma già è pronto, è un report già preparato da qualche giorno, ma vogliamo riuscire a dare una visione un po’ più completa di quanto fatto». Sul Lavoro, «Il ddl delega è in discussione in Parlamento e speriamo di poterlo approvare il prima possibile, ragionevolmente entro l’anno». Mentre per la giustizia, «noi siamo interessati affinché il dibattito prosegua. Passo dopo passo diventa lo strumento con cui discutere e dialogare insieme».
Il premier, in conclusione, ha voluto sottolineare i grandi sforzi dell’Italia compiuti in questi mesi, senza dimenticare come molta sia ancora la strada per arrivare al traguardo: «abbiamo fatto molto: ma non ci basta. Se non hai voglia di realizzare i risultati, allora è meglio che cambi mestiere». E, nonostante i dati sulla mancata ripresa dei consumi usciti nei giorni scorsi, Renzi è stato chiarissimo sulla manovra degli 80 euro, sui quali «non si torna indietro», anzi «cercheremo di allargare il bonus ma senza mai ingenerare false aspettative».
Sul tema Europa, il Presidente ha ricordato come l’Italia, che vigilerà sui 200 miliardi che il 18 settembre la Bce darà alla banche per rilanciare le imprese, «farà le riforme mantenendo il limite del 3% e utilizzando la flessibilità che l’Ue ci consente di utilizzare». E tutto ciò, «non perché ce lo chiede l’Ue, sono riforme importanti, non serviranno a salvare il paese, il Paese lo salvano le persone, non le riforme, ma queste potranno dare nuova fiducia a imprese e famiglie».
Sul fronte interno, Renzi ha, infine, escluso un qualsiasi tipo di rimpasto. L’unico cambiamento riguarderà il Ministero dagli Esteri, dove «un ministro ragionevolmente lascerà questo governo il 25 o 26 ottobre dopo il voto del Parlamento Europeo. Da un paio di giorni prima inizieremo a pensarci. Fino ad allora Federica Mogherini è il ministro” degli Esteri».
In conclusione, il premier ha fatto un accenno sulla fine della luna di miele con gli elettori, rispondendo ironicamente come quelle frasi siano le stesse «che leggevo una settimana prima delle elezioni. Quindi portano bene».

Redazione
1 settembre 2014

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