Renzi: “da Draghi cose di buonsenso” ma “dall’Eu rispetto, non solo tagli e spread”

Renzi: “da Draghi cose di buonsenso” ma “dall’Eu rispetto, non solo tagli e spread”

Renzi-settimana-decisiva-riformeROMA – Intervistato da Rtv 38 il premier fa il punto della situazione in linea con le recenti parole del Presidente della Bce Mario Draghi da Jackson Hole (USA). Torna a parlare di spread e di riforme dopo il botta e risposta proprio con Draghi di qualche giorno fa.

Dopo le recenti dichiarazioni in aperto contrasto con la possibilità di un commissariamento europeo per l’Italia, il Presidente del Consiglio si ritrova in accordo con Draghi e alla sua apertura verso quei paesi che intendono seguire un processo di riforme serio, soprattutto del lavoro, Renzi risponde: “Sono tutte cose di buonsenso.
Draghi ha detto che chi fa le riforme e cambia le cose che bisogna cambiare, e l’Italia ne ha tanto bisogno, ha il diritto di mettere in campo tutti gli strumenti di flessibilità che ci sono”. Aggiunge però: “Ma l’Europa poi non può essere soltanto tagli, vincoli e spread”.

L’italia, spiega Renzi, non ha bisogno di nessun aiuto o guida ma di rispetto: “Quando sento dire ‘l’Europa ci salverà’…ma siamo noi che diamo i soldi all’Europa. E’ l’Italia che sta dando soldi all’Europa non il contrario, l’Italia dà all’Europa più soldi di quelli che l’Europa dà all’Italia ma bisogna che li spendiamo meglio”. E continua: “Noi non stiamo chiedendo a qualcuno di esser aiutati, noi in Europa non chiediamo aiuti, chiediamo rispetto, è una cosa diversa. Nessuno di noi va in Europa a chiedere di avere un occhio di riguardo per l’Italia. Facciamo le riforme per essere seri con noi stessi e smettiamo di piangerci addosso”.

Parla anche della questione degli 80€ e la polemica sull’effettiva utilità di questi nell’incentivare i costumi, come segnalato dalla Confcommercio: “Non è vero. Perché l’analisi dei consumi segna un’inversione rispetto al passato. Gli 80 euro sono il simbolo di un’idea – sostiene Renzi – anche autorevoli economisti dicono che bisogna ridurre i salari. Io non sono d’accordo”. Rilancia invece il premier, che poco dopo dichiara convinto: “Gli 80 euro saranno confermati, ci saranno per il prossimo anno e per quelli successivi ancora”. “l’Italia non può ridurre il salario del metalmeccanico per far concorrenza al paese vicino o a quello lontano”. Poi chiarisce: “aver dato 80 euro al metalmeccanico e all’insegnante ha significato dire: noi su di voi scommettiamo”.

In quanto attuale e più in vista rappresentate della sinistra italiana gli viene poi chiesto se abbia ancora senso, ai giorni nostri, continuare a proporre la Festa dell’Unità:
“Penso sia giusto così perché c’è dietro una storia, una storia che io sto provando a cambiare. Però è una grande storia che non va buttata via. La rottamazione non è cancellare la storia, è cambiarla. Chiamarla festa dell’Unità è l’espressione più normale della storia di 90 anni. E di più”. Poi con lo spirito che lo contraddistingue chiude: “Spero che nelle feste dell’Unità il Pd possa fare capire che se abbiamo preso il 41 per cento l’abbiamo preso perché ci ha votato quello che andava alle feste dell’Unità e quello che non vi ha mai messo piede e non intende metterci piede ma dice stavolta voto per il Pd. A questa gente bisogna dare risposte”.

Matteo Campolongo
23 agosto 2014

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