Di Battista, torna la replica sul post: “la violenza su Foley è figlia della violenza ad Abu Ghraib”

Di Battista, torna la replica sul post: “la violenza su Foley è figlia della violenza ad Abu Ghraib”

Di-Battista-replica-su-Foley
Alessandro Di Battista – deputato M5S

ROMA – E’ incontenibile in questi giorni il deputato M5s Alessandro Di Battista. Dopo l’articolo sul blog di Beppe Grillo e la sequenza di polemiche che ne sono scaturite, arriva la risposta del diretto interessato che – tramite facebook – esordisce: “Ho ricevuto ogni genere di insulto in questi giorni. ‘Terrorista‘, ‘assassino’, ‘soggetto pericoloso per la società’. Un giornale ha anche scritto che avrei intenzione di farmi esplodere in una metro. Il tutto per aver espresso delle idee, riportato dei fatti e provato a ‘capire’, un atto che rivendico con tutto me stesso”.

Chiaramente nel suo lungo post Di Battista torna a parlare di Iraq e, dopo il video arrivato in questi giorni su tutti gli schermi, l’argomento principe è l’uccisione del giornalista americano. Ciò che ancora una volta porta le critiche incondizionate da destra a sinistra è il collegamento tra il gesto barbarico del jihadista e i due – tristemente – famosi carceri: “Mi domando cosa possa succedere se dovessi mai compiere uno di quei reati tanto cari ad esponenti di quei partiti che i giornali che mi hanno infangato portano sul palmo della mano. Qualcuno, in rete, mi ha anche augurato di fare la fine di quel povero reporter americano.” Arriva a questo punto al passaggio cruciale: “A quel poveretto gli hanno messo addosso un divisa simile a quella indossata dai prigionieri a Guantanamo. Io penso che la violenza indecente, barbara, inaccettabile che ha subito quel ragazzo sia, in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib”.

La via intrapresa a questo punto è la più antica di tutte: occhio per occhio. La violenza è sempre figlia di se stessa, come sostiene sul suo post: “Le violenze commesse in quella prigione furono senz’altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l’indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle, quest’ultimo anche figlio dell’indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano che ha portato milioni di persone a morire di fame”.

Sulle tante critiche arrivatigli dopo l’articolo – la cosiddetta macchina del fango – Di Battista dice: “Ho provato a mettere in discussione il pensiero dominante. In tanti hanno letto quel che ho scritto e di questo sono contento. Altri si sono fermati a una frase letta su qualche giornale. A questi ultimi consiglio di leggere tutto quello che ho scritto nella sua interezza”.

Ma di critiche continuano, anche in queste ore, ad arrivarne; da Capezzone che ironizza su facebook “Sbagliare è umano, perseverare è Di Battista” a Laura Comi di Fi che lo invita a dimettersi, passando poi per l’ambasciatore Iracheno in Italia che invita l’onorevole Di Battista ad “andare a trattare con l’Isis”.

In difesa del suo Deputato c’è ovviamente Beppe Grillo che ha rilasciato un videomessaggio: “Una campagna contro il M5s vergognosa: siamo a favore del terrorismo, dialoghiamo con i terroristi e non con il governo… Queste sono schifezze del nostro ebetino presidente del consiglio.” E’ Renzi ovviamente l’obiettivo prioritario di Grillo: “Questo ebetino, che non è stato eletto da nessuno: che vada alle politiche e che si faccia eleggere dal popolo italiano! Vorrei far capire a chi l’ha votato che non ha mantenuto nulla di quello che ha detto!”.

Matteo Campolongo
22 agosto 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook