Italia Germania e Francia sono in fase di stagnazione

Italia Germania e Francia sono in fase di stagnazione

MerkelRenziHollandeBrusco stop alla ripresa dell’economia europea: oltre all’Italia, anche Francia e Germania entrano in fase recessiva. I dati sul prodotto interno lordo, riferiti al secondo trimestre, fotografano una situazione per nulla confortante: i valori negativi in merito alla produzione potrebbero generare un crollo della struttura che ha consentito all’Eurozona di allontanarsi dalla crisi finanziaria. Ancora una volta sarebbe la Bce a dover intervenire, senza contare il sicuro inasprimento dei toni in sede di regolamento per quanto riguarda il ‘Patto di stabilità’.

La Germania, etichettata come ‘locomotiva’ d’Europa, ha concluso il trimestre con un saldo peggiore del previsto, registrando una flessione dello 0,2% sul Pil. Questo è il primo dato negativo dal 2012 per i tedeschi tuttavia, nonostante il buon andamento dei periodi precedenti, è il raffronto con il +0,8% di gennaio-marzo 2014 che spinge a preoccuparsi e a preventivare un ritocco al ribasso sulla stima di crescita al 2% per l’anno vigente.

Per la Francia la situazione economica è pressoché stagnante: la crescita è ferma intorno allo zero da inizio anno. Paradossalmente – ma non troppo – sorprende il Portogallo, che guadagna un +0,6% sulla produttività che suggerisce, come nel caso Spagnolo, che le riforme possono fare la differenza. Vero. Occorre però ricordare che queste nazioni hanno patito enormi travagli attraverso licenziamenti e chiusura di attività imprenditoriali: sono le poche aziende superstiti dalla crisi a trainare il resto del paese che le ospita e, dovendo far fronte alla domanda, incrementano la produzione e quindi anche il Pil che sotto quest’ottica appare in crescita, ma limitatamente alle poche realtà industriali che sono riuscite a sopravvivere. A supporto di tale punto di vista ci sono i dati del trend europeo che scende dal +0,3% di fine 2013 allo zero del trimestre primaverile del 2014: nei pochi posti in cui l’impresa ha resistito il Pil è sceso in maniera sensibile.

L’Italia, in recessione da due trimestri consecutivi, è fra i paesi più in difficoltà. La situazione è drammatica per cittadini e aziende, ma per Matteo Renzi: “Non c’è una situazione di crisi dell’Italia rispetto all’Eurozona, ora la situazione è cambiata, l’intera area europea vive una fase di stagnazione”. Una magra consolazione se si considerano i dati impietosi sulla recessione, sulla disoccupazione, sul Pil e sull’economia: aggrapparsi alle sventure dei paesi stranieri per mascherare l’evidente drammaticità della situazione interna significa aggirare il problema di fondo, significa – tra le righe – ‘mal comune mezzo gaudio’.

Davide Lazzini
14 agosto 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook