Renzi è ottimista e crede nella ripresa ma Moody’s frena: riforme lente e bilancio lacunoso

Renzi è ottimista e crede nella ripresa ma Moody’s frena: riforme lente e bilancio lacunoso

Renzi-discorso-programmatico-semestre-europeo“Porteremo l’Italia fuori dalla crisi: il nostro Paese ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse. Faremo cose rivoluzionarie”. Perentorie le parole di Renzi che, in un’intervista rilasciata al Financial Times ha dichiarato: “Sulle riforme decido io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea”. Il premier ha proseguito assicurando che, nonostante la recessione sia ancora in atto, il 2014 si chiuderà con il rapporto deficit/Pil al 2,9%.

Il valore è indubbiamente più alto di quello che il governo aveva indicato nel Def, 2,6%, ma comunque inferiore al tetto sancito dall’Ue al 3% che è, secondo le parole di Renzi, “Una regola vecchia, che ha una questione di credibilità e reputazione”. L’Italia, assicura, ha tutti gli strumenti per farcela e a tal proposito ha ricordato le parole di Mario Draghi: “Se non fa le riforme, l’Italia non è attrattiva per investimenti esteri”. “Bene – osserva Renzi – questa è la linea anche mia e di Padoan. Siamo d’accordo, nessun problema”.

Una delle maggiori difficoltà per il rilancio è la mancanza d fondi: sono pochi i margini sui conti pubblici, e si sta materializzando il rischio che il 2014 si chiuda in passivo. Per trovare risorse il governo si concentrerà sulla revisione della spesa, da cui dovranno scaturire le coperture per rendere permanente il bonus degli 80 euro e finanze che serviranno a garantire il rispetto del limite al 3% del Pil anche per il prossimo anno. Come indicato da Renzi sono necessari 16 miliardi, di cui si discuteranno i modi per reperirli in sede di preparazione della legge di bilancio per il 2015.

I dossier del commissario Carlo Cottarelli saranno messi a disposizione del governo per affinare e varare misure di ‘spending review’, si punterà ad azioni mirate e a evitare i cosiddetti ‘tagli lineari’. Per arginare il crescente debito pubblico, con le privatizzazioni che faticano a prendere il largo, l’esecutivo potrebbe orientarsi verso la valorizzazione degli immobili pubblici.

A smorzare le dichiarazioni di Renzi, tuttavia, ci ha pensato Moody’s con un report dedicato all’Italia e redatto dopo il dato Istat sul Pil del secondo trimestre: -0,2%. Nonostante i rilevamenti Ocse indichino un aumento dell’indice economico italiano a 101,7 rispetto al 101,6 di maggio, l’agenzia di rating ha tagliato la previsione sul Pil nel 2014 a -0,1%, dato impietoso se confrontato con la precedente stima, +0,5%. Moody’s vede il rapporto deficit/Pil 2014 e 2015 attestarsi al 2,7%, anche se permangono – a suo dire – rischi significativi di ulteriori revisioni al rialzo.

Per l’agenzia sono state determinanti – in negativo – la lentezza delle riforme e le lacune nelle operazioni di bilancio, che probabilmente porteranno ad un aumento delle tensioni con i partner europei, soprattutto con la Germania.
Dalla parte di Renzi si schiera il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio che, in un commento sulla situazione economica, ha assicurato: “la soglia del 3% non sarà superata in quanto l’economia potrebbe beneficiare – nel 2014 – di risparmi fino a 2 miliardi sugli interessi sul debito, di maggiori entrate fiscali legate al contrasto all’evasione e dai risultati della ‘spending review’”.

Davide Lazzini
11 agosto 2014

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