Senato, la risposta delle opposizioni dopo l’investitura del Senato delle autonomie

Senato, la risposta delle opposizioni dopo l’investitura del Senato delle autonomie

Beppe_GrilloROMA – Esulta Renzi, esulta il suo governo ed esulta Berlusconi. Dopo l’approvazione del ddl Boschi e le conseguenti celebrazioni, arriva la risposta secca e a suo modo sagace di Beppe Grillo che dal suo blog annuncia, con tanto di fotomontaggio in cui è raffigurato come Mao Tse-Tung, la chiusura di tutte le trattative con il Partito Democratico che definisce golpista.

Dal movimento arriva il monito di Barbara Lezzi che in un’intervista a Repubblica parla di “riforma incostituzionale fatta ad hoc per mettere a tacere i cittadini” in vista di nuove “imposizioni fiscali” e dichiara inoltre che il tavolo delle trattative con il PD non si è chiuso a loro cagione, bensì perchè sopraffatto da quella che sembra esser stata l’intesa, a noi ignota ma vincente, del Patto del Nazareno; anche Sel continua a sostenere l’iniziativa del referendum popolare, mentre il PD dal canto suo si dice soddisfatto di quella che rappresenta, a dire della senatrice Finocchiaro: “un’importante innovazione che non svilisce in nessum modo la democrazia italiana ma al contrario da’ nuovi strumenti, anche di controllo”. E così come il PD si dice soddisfatto anche Berlusconi che, in una lettera ai suoi di FI, si compiace per il risultato raggiunto ed auspica di poter tornare in campo “con il recupero, entro pochi mesi, della piena agibilità politica ed elettorale sottrattami con la sentenza del 1 agosto 2013”.

L’ex deputata progressista Sandra Bonsanti lancia, dall’associazione Libertà e Giustizia da lei presieduta, la raccolta firme per proporre un referendum popolare che blocchi l’italicum e la “controriforma del senato”, nonchè la cosiddetta espropriazione ai cittadini del referendum e delle leggi d’iniziativa popolare, le cui firme sono state aumentate rispettivamente da 500mila ad 800mila e da 50mila a 250mila. Il compito prefisso è arduo: già nel 2006 la Bonsanti era stata una delle voci più agguerrite nei comitati che si opposero – con successo – alla riforma costituzionale firmata centrodestra, ma questa volta l’impegno richiesto è indubbiamente maggiore, datosi l’eclettismo che caratterizza le nuove coscienze civiche da risvegliare. “Questa volta non si vince parlando solo con l’opposizione di sinistra. Dovremo andare a dialogare con tutti, anche con i leghisti. Mi sembra inevitabile.” dichiara la Bonsanti che nella stessa intervista si rivolge velatamente anche alla faziosità dei mezzi d’informazione, asserendo che ormai coloro che non subiscono il fascino di Renzi “si possono contare sulle dita di mezza mano”.

Matteo Campolongo
9 agosto 2014

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