Senato, Renzi contro l’opposizione: “Avanti con le riforme, costi quel che costi”

Senato, Renzi contro l’opposizione: “Avanti con le riforme, costi quel che costi”

Roma – “Le riforme non sono il capriccio di un premier autoritario ma l’unica strada per far uscire l’Italia dalla palude”. Ne èconvinto il premier Matteo Renzi che in un’altra giornata di tensioni al Senato ha ribadito di essere determinato a portare avanti le riforme, “costi quel che costi”.

Le parole del presidente del Consiglio hanno fatto da cornice all’ennesimo scontro al Senato, dove la Giunta per il regolamento ha considerato legittima la tecnica del “canguro”, (ossia la regola che permette di eliminare gli emendamenti ridondanti per ottimizzare i tempi di voto), scatenando cosìl’ira delle opposizioni. “A colpi di maggioranza hanno cambiato anche il regolamento” , ha dichiarato una esponente di Sel, scagliandosi contro la “scure australiana” che ha giàtagliato 1400 emendamenti. E tra tagliole e canguri, ci èandato di mezzo anche l’emendamento di Minzolini sul mantenimento del Senato elettivo, bocciato con 171 no, 117 sìe 8 astenuti.

Nel frattempo, Grillo e Renzi si stanno dando da fare, il primo accogliendo l’esito favorevole del plebiscito on-line sul futuro incontro tra parlamentari pentastellati e cittadini contro la riforma del Senato, il secondo cercando di riallacciare i rapporti con i “ribelli” del Pd. Il premier infatti, starebbe pensando ad un nuovo accordo con Fi sull’Italicum al fine di introdurre il sistema delle preferenze con capolista bloccato, come richiesto dalla minoranza democratica.

Ma la politica dell’equilibrio firmata Renzi deve fare i conti anche con i malumori di Sel, che dopo aver rifiutato il ritiro di 6000 emendamenti, ha accusato il Pd di tessere alleanze troppo ampie. “Vogliamo capire esattamente – ha ribadito il leader di Sel Nichi Vendola- se il Pd ha scelto un’alleanza strategica e di lungo periodo con la destra. In quel caso ne trarremo le conseguenze”.

di Benedetta Cucchiara

30 luglio 2014

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