E’ ancora scontro su Italicum-riforma del senato, e Renzi apre sulle preferenze

E’ ancora scontro su Italicum-riforma del senato, e Renzi apre sulle preferenze

PD: RENZI, C'E UNA SINISTRA OSSESSIONATA DA DENARORoma  – “C’è chi vuole bloccare tutto. E c’è chi vuole cambiare, iniziando da se stesso. Dalla vostra capacità di tenuta dipende molto del futuro dell’Italia“.

Sono queste le parole di un Renzi evidentemente preoccupato per il futuro dell’italicum e del ddl Boschi. Con la missiva di oggi ai suoi Senatori il premier sembra voler richiamare all’ordine i suoi; ma anche, d’altra parte, aprire su alcuni punti cardine della legge elettorale come le preferenze: “Abbiamo convenuto circa i punti fondamentali: chiarezza del vincitore, premio di maggioranza proporzionato, principio dell’alternanza”e “la discussione del Senato consentirà di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere”.

Usa il bastone e la carota Matteo Renzi come riassume Giovanni Endrizzi del 5 stelle; si perché dopo l’apertura si scaglia contro le opposizioni e gli emendamenti proposti da questi: “So che vedere il Senato costretto a perdere tempo senza poter discutere in modo civile ma attraverso emendamenti burla è triste. E’ umiliante, immagino, trascorrere il vostro tempo prezioso a discutere diargomenti assurdi, come cambiare il nome della Camera dei Deputati in Gilda dei Deputati. I giorni che abbiamo davanti non possono essere buttati via. Verrà il giorno in cui finalmente anche certi ‘difensori’ della dignità delle Istituzionisi renderanno quanto male fa al prestigio del Parlamentomostrarsi ai cittadini come mostrano oggi”.

Critiche per nulla accettate dalle opposizioni, critiche a cui arrivano le pronte risposte: “I nostri emendamenti sono seri, motivati, con un fondamento preciso. Altro che emendamenti-burla… Non abbiamo nessuna ragione per ritirarli” reclama Loredana De Petris di Sel, che poi aggiunge: “non sono arrivate risposte dal governo sulle nostre richieste” relativamente a immunità, referundum e la stabilizzazione tra Senato e Camera. “Non c’è nessuna trattativa con il governo sull’Italicum ma è evidente ormai a tutti che le riforme e la legge elettorale si reggono insieme. E dal combinato disposto di questo ddl e Italicum è chiaro che si va ad un Parlamento di nominati da uno solo…”. Alla De Petris fa eco anche la Lega con Sergio Divina, che ironizza: “Quello di Renzi è l’ordine del padrone”.

Intanto a Roma Beppe Grillo incontra i suoi e promette battaglia su tutti i fronti: “Con il Partito Democratico c’è un confronto sulla legge elettorale, ma sia chiaro che noi non ci faremo prendere in giro. E’ inaccettabile la fretta di Renzi sulle riforme che vuole cambiare la Costituzione a tutti i costi nel mese di agosto”. Incoraggia poi l’opinione pubblica a farsi avanti: “Vorrei incitare colleghi, artisti, intellettuali, gente che sa di giurisprudenza, costituzionalisti, che prendano la parola! Perché devo essere io a parlare? Entro l’otto di agosto combineranno delle cose incredibili”. Annuncia poi da Montecitorio: “guerriglie democratiche! Ci organizzeremo con qualcosa, sicuramente. Questa è una guerra, quindi faremo delle guerriglie democratiche”. Conclude infine Grillo: “Andiamo avanti con la legge elettorale. Non c’è in gioco solo un dialogo, c’è in gioco la democrazia”.

Matteo Campolongo
28 luglio 2014

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