Riforma del Senato, l’intervento della Boschi: “la svolta autoritaria è un’allucinazione”

Riforma del Senato, l’intervento della Boschi:  “la svolta autoritaria è un’allucinazione”

boschi“Parlare di svolta autoritaria è una bugia”, è con queste parole che si difende il Ministro delle riforme Maria Elena Boschi dagli attacchi delle opposizioni al Senato. Dopo aver ringraziato calorosamente i senatori Finocchiaro e Calderoli per l’aiuto da questi apportato al provvedimento, la Boschi ha chiuso la discussione generale prima della votazione degli emendamenti con un discorso entusiasmato. Da principio elogiando il lavoro svolto sul provvedimento, lavoro non solo della commissione affari costituzionali ma “dei cittadini, dei professori e delle parti sociali” e in seguito, chiamando in causa la grande condivisione di cui gode il testo tra le parti politiche, il Ministro ripone la sua fiducia nelle mani dei senatori, sottolineando come questa sia “ l’ultima chance di credibilità per la politica tutta”.

Condivisione del testo che però sembra non corrispondere ai fatti: dura l’opposizione in aula del M5s che risponde per bocca del nuovo capogruppo Vito Petrocelli “metteremo 100mila sassi sui binari della riforma”. Anche Sel e Lega nonostante il ruolo di Calderoli – si dicono contrari e insieme ai 5 stelle propongono una nuova analisi del testo in commissione, proposta poi bocciata in aula. Si respira dunque un clima teso e affatto coeso, basti pensare che finora sul ddl sono stati presentati dalle opposizioni oltre 7800 emendamenti; starà al Presidente Grasso annunciare quali di questi sono stati dichiarati ammissibili e di conseguenza posti a votazione.

Contestazione che non può affossare la marcia delle riforme, come sostiene la Boschi e alla quale fa eco Renzi che dall’Africa ostenta tranquillità sul futuro del provvedimento “non credo che questo paese sia nelle mani di una minoranza ostruzionista”. I rischi però ci sono; se fosse concesso il voto segreto in aula i franchi tiratori aumenterebbero esponenzialmente. Alcune avvisaglie sono già rintracciabili nelle parole del Senatore Pd Mineo il quale, intervistato da Radio Montecarlo, dichiara: “Io penso che il provvedimento sulle riforme costituzionali sia inconsapevolmente autoritario, nemmeno il governo voleva questo esito, per cui adesso dobbiamo correggere in aula e speriamo di riuscirci”. Anche Anna Finocchiaro, dopo il discorso della Boschi e le seguenti critiche, invoca un maggiore sforzo: “ Ci sono alcuni punti che meritano un approfondimento. Innanzitutto gli istituti di democrazia diretta come i referendum e le leggi di iniziativa popolare; il ruolo del Senato nel rapporto con la legislazione europea; il bilancio e le nomine a cominciare da quella del Presidente della Repubblica, affinché il Senato partecipi senza squilibri con la Camera. Su questo si può ancora lavorare ”.

Si preannuncia dunque una settimana bollente, anche perché parallelamente il Pd affronta il tema, scottante anch’esso, della legge elettorale. Incalza anche Beppe Grillo sul blog in merito alla chiusura delle trattative 5 stelle­Pd: ”l’apertura del Movimento non è gradita” giacché “ li mette in imbarazzo e si sovrappone al patto segreto del Nazareno”. Sarà in questa parte finale di luglio che Renzi si giocherà il tutto per tutto sulle riforme più importanti del suo governo.

Matteo Campolongo

21 luglio 2014

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