Manovra “salva Italia” è legge, Monti: italiani comprino i bot

Con i 257 voti favorevoli del Senato la manovra “salva Italia” diventa legge, Monti ha così commentato il voto: “Il decreto è definitivamente approvato, ne sono lieto. E’ già cominciata la fase due, era nella fase uno, ora dobbiamo avere fiducia in noi stessi, preparare un’Italia migliore per i nostri figli”.
Monti ha poi aggiunto che: “L’Italia vuole rimanere un grande Paese industriale, ma senza il piombo di una situazione finanziaria che avrebbe minato alla base il Paese. Non c’è crescita senza disciplina finanziaria e non c’è stabilità se i bilanci non sono in ordine. Siamo ancora in un contesto di criticità.

I mercati ragionano spesso in termini di sostenibilità del debito pubblico e con il decreto ‘Salva Italia’ è stato ‘eliminato un elemento di vulnerabilità nostra e nell’area euro”
Il premier ha invitato gli italiani a guardare: “con fiducia a nostri buoni del Tesoro”.
Monti ha poi risposto alle polemiche sollevate anche ieri dalla Lega affermando che: “Qualcuno ha sostenuto che non ci sia stato rispetto del Parlamento è profondamente vero il contrario, – ed ha poi ringraziato i partiti che sostengono il governo – vorrei dire a tutti i cittadini che l’apporto che questo governo sta ricevendo dai partiti che lo sostengono è molto più grande di quello che i partiti stessi a volte lasciano credere”.
Ora si guarda al futuro: “Abbiamo fatto quello che era possibile fare in queste due settimane, resta da fare un lavoro enorme per liberare l’economia italiana dai freni che ne hanno rallentato la crescita”
Monti ha infine sottolineato che: “L’aumento delle imposte necessario è stato immaginato per gravare meno sulla produzione e più sul patrimonio e la ricchezza. Nella fase che ora si apre e che avrà come tema chiave il mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, sarà necessario e possibile procedere con le forze politiche e sociali in modo diverso da quello finora usato perché il mercato del lavoro richiede, per sua natura, un maggior dialogo con le parti sociali, cosa che era meno necessaria nella definizione della manovra”.

di Enrico Ferdinandi

23 dicembre 2011

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