Indennità per i deputati arrestati, bocciata proposta M5S

Indennità per i deputati arrestati, bocciata proposta M5S

I deputati arrestati avranno ancora diritto all’indennità. La proposta avanzata dal M5S, che prevede la sospensione dello stipendio ai parlamentari condannati, è stata oggi bocciata dall’Ufficio di presidenza della Camera.

La richiesta pentastellata ha raccolto solo i voti favorevoli dei grillini Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino, gli stessi che hanno chiesto di eliminare qualsiasi emolumento a favore degli onorevoli arrestati e che si sono riferiti esplicitamente al caso del democratico Francantonio Genovese, destinatario, a seguito dell’arresto, di una indennità.

Determinante è stato il giudizio dei Questori di Montecitorio nella bocciatura della sospensione pecuniaria ai parlamentari con condanne penali; le motivazioni risiederebbero nella necessità di regolamentare la proposta attraverso una iniziativa legislativa e non una mera decisione dell’ufficio di Presidenza.

La reazione del vicepresidente della Camera Di Maio non si è fatta attendere. «Oggi – ha dichiarato l’esponente del M5S – abbiamo discusso il nostro punto all’ordine del giorno: «Sospensione dello stipendio ai parlamentari arrestati». Il motivo è semplice: se Genovese (Pd) è agli arresti domiciliari i cittadini che lo pagano a fare? ». E su Facebook il grillino ha continuato la sua protesta: «I partiti oggi hanno dato un pessimo esempio al Paese. Gli stessi partiti che si riempiono la bocca con la lotta alla corruzione. Non quella intellettuale. Chiedo agli elettori di Pd, Forza Italia, etc. cosa ne pensano…».

 

Benedetta Cucchiara
9 luglio 2014

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