Senato, torna l’immunità ma slittano le riforme

Senato, torna l’immunità ma slittano le riforme

Maria-Elena-Boschi-ministro-per-le-Riforme-Costituzionali«Il ritorno dell’immunità ha ottenuto una maggioranza molto larga». Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi ha così commentato l’approvazione da parte della Commissione affari costituzionali dell’emendamento alla riforma del Senato che prevede la reintroduzione dell’immunità parlamentare.

Il provvedimento, presentato da Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, è stato sostenuto oltre che dalla maggioranza, anche da Fi e Lega, ma non è riuscito a strappare il voto dei pentastellati e di Sel, ancora scettici di fronte alla modifica del testo originario della riforma, contenente l’abrogazione dell’art 68 della Costituzione e quindi l’eliminazione di qualsiasi protezione ai parlamentari.

Ora, ripristinata la richiesta di autorizzazioni per arresti e intercettazioni, il governo si avvia verso il completamento della riforma e l’ultima riunione dei capigruppo ha organizzato il calendario dei lavori fino a metà di luglio, un mese che si preannuncia di fuoco data la mole degli emendamenti al testo e la resistenza grillina. Giovanni Endrizzi del M5S ha espresso la sua contrarietà all’immunità, «reintrodotta senza nemmeno sapere se i membri del Senato della Repubblica saranno eletti dai cittadini oppure nominati dalle segreterie di partito.E – ha continuato il grillino- ora, che a questa politica si mantenga il privilegio dell’immunità parlamentare totale è uno sfregio al dialogo con i cittadini».

Di fronte alle proteste e ai ritardi delle riforme, che avrebbero dovuto essere discusse entro questa settimana, il governo ha deciso di frenare la corsa per dare più tempo alla Commissione, impegnata a superare lo scoglio del Senato elettivo già soggetto ad emendamenti, presentati da un numero sempre più consistente di senatori.

 

Benedetta Cucchiara
1 luglio 2014

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