Riforma del Senato, 581 subemendamenti e scontri sull’elezione diretta

Riforma del Senato, 581 subemendamenti e scontri sull’elezione diretta

riforma-senato-emendamentiNuova battuta d’arresto per la riforma del Senato. Vannino Chitti e altri 18 senatori del Pd hanno firmato un subemendamento al disegno di legge costituzionale al fine di reintrodurre l’elezione diretta dei senatori.

A seguito delle polemiche sull’immunità parlamentare, un’altra bufera si sta abbattendo su Palazzo Madama e questa volta il progetto firmato dal premier e dal leader di Fi sembra essere inviso a tutti: oltre al gruppo dei ribelli che hanno sostenuto la modifica del ddl, spuntano anche i grillini e i forzisti, questi ultimi non molto entusiasti dell’asse Berlusconi- Renzi.

I malumori, trasformati in 581 i subemendamenti agli emendamenti dei relatori presentati in Commissione Affari Costituzionali del Senato, stanno rischiando di distruggere la tela delle alleanze costruita del premier, impegnato ieri in un braccio di ferro con la delegazione a 5stelle. E, se da una parte l’elezione diretta dei senatori è al centro della discordia, dall’altra il problema delle competenze e dei numeri del nuovo parlamento continua ad alimentare lo scontro tra il minimalismo grillino e l’abbondanza forzista (400 deputati).

Le parole di Lorenzo Guerini, hanno però contribuito a smorzare le tensioni. «Siamo a un passo dalla riforma del Senato – ha dichiarato l’esponente del Pd – è normale che nel corso del dibattito vi sia la presentazione di diversi emendamenti, ma il percorso procederà secondo la direzione e i tempi previsti». Ottimista anche Paolo Romani di Fi: «Siamo vicini ad un accordo che spero, nelle prossime ore, si chiuderà».

Benedetta Cucchiara
27 giugno 2014

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