L’onorevole Razzi: esempio di abruzzese ”pulito”

ROMA. Ripetere per iscritto le parole pronunciate seppur in via confidenziale in aula parlamentare dall’Onorevole Antonio Razzi può rappresentare un atto svalutativo per un giornalista.
Possiamo solo riportare, precisamente le parole ed i concetti espressi tanto eloquentemente da questo nostro rappresentante.

In un video carpito dalle telecamere de “Gli intoccabili” la trasmissione di Gianluigi Nuzzi di La7, dichiara che ha pensato solo a salvarsi il vitalizio da deputato «perché io», ammette, «non ho mai lavorato in Italia. Ho 63 anni giustamente dove vado a lavorare?»
Il programma andato in onda due giorni fa in seconda serata non ha avuto l’effetto mediatico sperato, a quell’ora panem et cicenses acceca la vista attutendo l’udito degli spettatori, ma ora sta avendo le proprie eco sul web.
Senza mezzi termini Antonio Razzi sviscera il meglio dei propri concetti:
«Questi (si riferisce ai colleghi “onorevoli”) sono tutti malviventi e pensano ai cazzi loro a te non ti pensa nessuno. Questi se ti possono inculare ti inculano senza vaselina. Tu non hai capito un cazzo», rivolgendosi all’intervistatore «per il vitalizio 10 giorni mi mancavano e per 10 giorni mi inculavano. Se si fosse votato il 28 di marzo come era in programma io per 10 giorni non pigliavo la pensione. Io penso anche per i cazzi miei perché Di Pietro pensa pure ai cazzi suoi mica pensa a me».
«Io sono un operaio», dichiarava tempo prima alle televisioni «anche se ho un mutuo da pagare non voglio accettare nulla e me ne vanto non si comprano così gli operai» dicendo di non essere minimamente interessato al vitalizio da deputato.
Di seguito il link con la testimonianza filmata:
http://www.youtube.com/watch?v=lSF0GrHVaoM&feature=player_embedded

di Loris Tarli

12 dicembre 2011

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