Rottura nel Pd , 14 senatori si autosospendono

Rottura nel Pd , 14 senatori si autosospendono

sospesi-senatori-pd-chiti-mineo13 senatori hanno abbandonato il Pd. Ad annunciarlo è il senatore dissidente Paolo Corsini che da Palazzo Madama ha minacciato di voler rallentare i lavori parlamentari.

Seguendo l’esempio di Corrado Minneo, sostituito nella commissione Affari costituzionali e ben deciso a non rientrare nelle file democratiche, 14 ribelli hanno deciso di autosopendersi e i loro nomi sono stati elencati dal portavoce Corsini: Casson, Chiti, Corsini, Gadda, Dirindin, Gatti, Giacobbe,Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Tocci, Turano.

La lista ha subito provocato la reazione di Renzi, appena tornato dal suo tour asiatico.”E’ stupefacente che Corradino Mineo parli di epurazione. Un partito non è un taxi che uno prende per farsi eleggere”- ha risposto il premier alle affermazioni del primo dissidente, parole che non sono state sostenute dalla minoranza Pd guidata da Civati: “Chi non si adegua viene cacciato: questa è la linea dei gruppi parlamentari di maggioranza al Senato. Credo sia un caso senza precedenti, almeno in questi termini. Il Governo ritiene oggi che lo spirito delle riforme costituzionali sia quello – cito testualmente – dello ‘schiacciasassi'”.

L’iniziativa dei 14 non ha spaventato il ministro delle riforme Boschi e secco è stato il suo commento alla vicenda.”Il processo delle riforme va avanti, non si può fermare per dieci senatori”- ha dichiarato la ministra, senza soffermarsi sulle spiegazioni di Minneo:”Non era mai successo che si violasse così l’articolo 67 della Costituzione.Da parte mia nessun veto, la mia colpa è quella di aver detto che i colonnelli di Renzi, Boschi, Zanda e Finocchiaro hanno gravemente danneggiato il progetto di riforma del senato voluto dallo stesso governo. Per aver detto questo sono stato cacciato”.

Benedetta Cucchiara
12 giugno 2014

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