Manovra Monti, sindacati: oggi tre ore di sciopero unitario per cambiarla

Il vertice informale di ieri sera tenuto a Palazzo Chigi fra governo e sindacati non si è concluso nel migliore dei modi, tanto che Cgil, Cisl e Uil al termine dell’incontro hanno confermano che quest’oggi vi saranno scioperi contro la manovra in tutta Italia.
Alle 18 davanti a Montecitorio, mentre si stava per svolgere il vertice, un piccolo gruppo di manifestanti ha protestato pacificamente contro la manovra: “Monti guadagna 75.000 euro al mese e va in giro con l’auto blu, perché i tagli li deve fare solo a noi?” ed ancora: “Abbiamo un presidente della Repubblica che non è garante delle costituzione!”.

Quest’oggi  il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha affermato che ieri: “non è andata bene nel senso che abbiamo esposto le nostre opinioni e richieste, ma dall’altra parte seppur cortesemente, si è limitati a dire che si comprendono le esigenze ma non si è in grado di giungere a una discussione di modifica. Il governo ha comunque preso tempo per verificare quali delle nostri istanze si possono valutare. Io voglio sperare che la partita non sia chiusa, ma ieri sera si sono visti dei margini strettissimi”.
Bonanni ha poi aggiunto: “Stando al tono della discussione ci è sembrata solo una cortesia più che la volontà di intrattenere un confronto per migliorare la manovra. Questo modo di ascoltare e poi riservarsi lascia il tempo che trova, non so con chi si vuole confrontare questo governo. Lo sciopero è uno strumento estremo quando la controparte non vuole discutere, negli ultimi anni ne abbiamo fatto a meno perché il dialogo e la mediazione è stata costante e i governi si sono presi le loro responsabilità. Useremo quest’arma estrema perché non c’è margine”.
Il governo ha risposto affermando che, si legge nel comunicato ufficiale: “ i saldi della manovra devono restare invariati perché è la situazione di estrema emergenza finanziaria ad aver indotto alla composizione e alla natura strutturale dei provvedimenti”.
Intanto quest’oggi sono stati depositati i primi due emendamenti, quelli sull’indicizzazione delle pensioni e sull’Imu, l’imposta sulla casa.
Scioperi in tutta Italia. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato: Non è detto che sia finita e che questo sciopero sia l’unico. Bisogna ricominciare a costruire un cammino unitario con gli altri sindacati.  Se ci dobbiamo basare sull’incontro di ieri non c’è nessun emendamento sull’aumento della fascia di deindicizzazione delle pensioni concordato con la politica. Il Governo non ci parlato e continua come se ci fossero due monti paralleli: dei redditi si parla con la politica, delle pensioni si parla con il sindacato. Se l’emendamento ci fosse sarebbe comunque un primo risultato”.

 

Aggiornamento delle ore 20:30

Scioperi in tutta Italia quest’oggi, centinaia di italiani hanno protestato per tre ore a fine turno ad esclusione del personale dei trasporti pubblici e dei servizi essenziali che, invece, si fermeranno lunedì prossimo.
La Camusso ha ribadito: “Non rinunceremo mai all’idea che la manovra vada cambiata; fa male all’intero Paese perché ‘le misure che contiene lo porteranno sempre più in recessione”.
Anche dall’Idv si muovono polemiche contro la manovra Monti, il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando ha affermato: “Che bisogno c’era di cambiare il governo per realizzare la stessa manovra che avrebbe potuto approvare un esecutivo Berlusconi qualsiasi? Monti è riuscito a realizzare l’unità sindacale. La sua manovra è un provvedimento iniquo, ingiusto, che non colpisce gli evasori, i grandi patrimoni, ma solo le fasce sociali più deboli. A pagare è sempre la povera gente e non coloro che, in misura della loro maggiora capacità contributiva, potrebbero dare molto di più”.
Come detto è previsto per lunedì prossimo uno sciopero generale al quale parteciperanno oltre al personale dei trasporti pubblici e dei servizi essenziali, anche medici e veterinari pubblici poiché, come ha detto Armando Masucci (Uil-Fpl Medici) la manovra Monti è: “fortemente iniqua per medici, veterinari dipendenti e medici convenzionati, pensionati e precari, e inoltre sconta l’inaccettabile assenza di confronto con le parti sociali.
Al centro della mobilitazione unitaria, la richiesta di modificare il testo durante l’iter parlamentare per ottenere: una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle dei medici e dei pensionati, che danneggia oltre 10mila precari; misure che colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita senza penalizzare ulteriormente il welfare locale e la sanità; il rinnovo dei contratti e delle convenzioni; la modifica dell’obbligo dell’assicurazione a carico dei medici ma non delle strutture; la modifica dell’obbligo delle sanzioni disciplinari ordinistiche per la formazione a fronte del taglio del 50% dei fondi”.

di Enrico Ferdinandi

12 dicembre 2011

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