Rai, sindacati contro Renzi. Camusso: “lo sciopero non è umiliante”

Rai, sindacati contro Renzi. Camusso: “lo sciopero non è umiliante”

susanna-camusso-ggilCamusso spara a zero su Renzi e appoggia la causa Rai. A seguito delle dichiarazioni del premier riguardanti lo sciopero indetto dalla rete televisiva per l’11 luglio, la leader della Cgil non ha risparmiato parole dure nei confronti del premier.

“È grave sostenere che lo sciopero è umiliante. In quanto qualunque controparte dovrebbe sapere che lo sciopero è una cosa normale. Se cambiano le cose, siamo pronti a discutere” – ha dichiarato Susanna Camusso nel corso di una conferenza stampa a Roma, poco incline ad accettare il cospicuo taglio, 150 milioni di euro, ai danni della Rai, un taglio previsto dall’emendamento all’art 21 del decreto Irpef approvato oggi dalle Commissioni Finanze e Bilancio. Il provvedimento ha però salvato le sedi regionali, accogliendo così la proposta del Pd di “salvare il salvabile”.

Nonostante l’approvazione dell’emendamento democratico, i sindacati sono sul piede di guerra e hanno espresso il loro malcontento. “Il Dl, così comè, mette a rischio la Rai nella dimensione di servizio pubblico e come grande impresa del paese. Le vendite determinano la perdita delle condizioni di sicurezza e capacità competitiva”- ha affermato Camusso parlando della vendita di Railway, la società che gestisce la rete. Non meno agguerrito della leader Cgil, il segretario Uil Vittorio Angeletti ha definito il premier, “bravo a fare le caricature, ma pessimo amministratore delegato dellazienda pubblica Rai”.

La guerriglia sindacale contro Renzi è stata bloccata dall’ Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici che oggi ha bocciato lo sciopero Rai dell’11 luglio perché non conforme alla legge, in quanto la data del suo svolgimento sarebbe troppo ravvicinata ad un altra protesta, quello del sindacato Usb. Alla dichiarazione di illegittimità sono subito seguite altre minacce dalla Pa che potrebbero sfociare in uno sciopero il 19 giugno.

Benedetta Cucchiara
3 giugno 2014

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