Europee 2014, Renzi: “In Europa per cambiare l’Italia”

Europee 2014, Renzi: “In Europa per cambiare l’Italia”

Renzi-europee2014«Domenica c’è un derby, non tra Inter e Milan, ma tra chi pensa che il futuro dell’ Italia sia evocare terrore e giocare sulla sconfitta e chi pensa, invece, che abbiamo sì mille limiti, compreso il Presidente del Consiglio, ma che ci mettiamo in gioco e proviamo a cambiare le cose». Sono queste le parole di Renzi, a Milano per una giornata all’insegna degli impegni elettorali (prima un incontro a Milano alla rivista “Vita”, poi il comizio elettorale al Piccolo Teatro e ancora a “Pomeriggio Cinque”), il giorno dopo la partecipazione di Beppe Grillo a Porta a Porta.

«Se riusciamo a portare il nostro entusiasmo in Europa – ha affermato il Presidente del Consiglio – rivoltiamo l’Italia come un calzino. Ci vogliono far credere che è tutto disperazione e distruzione, anche con un linguaggio di morte». Ma la verità è che l’Italia, al contrario, ha davanti una «straordinaria occasione di ripartenza».

«In questo momento di campagna elettorale sembra che le iniziative siano tutte spot. Dicono che gli 80 euro non siano un’iniziativa, ma un tentativo mascherato. Tutto perde orizzonte e profondità, ma bisogna viverlo con serenità, finirà tra una settimana. La nostra idea di Italia è a 360 gradi», ha aggiunto.

Poi su Beppe Grillo, «il suo problema, che poi è quello anche di Berlusconi, è che non sa che si vota per le Europee non per le politiche. Non è che il giorno dopo le elezioni cambia il Governo».

A cinque giorni dalle elezioni europee è in atto una vera e propria diaspora tra i tre principali leader politici del nostro Paese, che si alternano in aspre accuse reciproche.

Alle pesanti parole di Berlusconi nei confronti di Grillo, il quale era stato etichettato come “pregiudicato” e “assassino” dal “Cavaliere”, sono seguite quelle dello stesso leader del Movimento 5 Stelle nei confronti di Renzi. In particolare, Grillo ha sostenuto che questi «sono gli ultimi giorni di Pompei. Lui ha capito che ha perso e già si sta organizzando per dare informazione del contrario». E si difende dalle accuse di Berlusconi: «È un pover uomo».

Una campagna elettorale che si fa sempre più aspra e che, purtroppo, si allinea ai populismi e nazionalismi che, come precisato anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, continua a percorrere l’Europa tutta.

Giuseppe Ferrara
21 maggio 2014

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