Dal Libano lo sfogo di Dell’Utri: “Sono un prigioniero politico”

Dal Libano lo sfogo di Dell’Utri: “Sono un prigioniero politico”

marcello-dellutri-sfogo-dal-libano“Io sono un prigioniero politico perché quella di venerdì è stata una sentenza politica. Marcello dell’Utri, dalla clinica di Beirut ha commentato così la sentenza di condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, una decisione che ha concluso vent’ anni di battaglie giudiziarie.

Intervistato da “Repubblica”, l’ex senatore di Forza Italia ha affermato di essere stato perseguitato dalla classe togata per tutti questi anni, soltanto “per aver fatto assumere Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore del Presidente Silvio Berlusconi. “Una persona”, ha continuato “per me davvero speciale anche se aveva dei precedenti penali: per me Mangano era un amico e basta”.

Dell’Utri a seguito della sentenza della Cassazione si era fatto ricoverare in una clinica privata libanese , trasformata in carcere dopo la sentenza definitiva che lo aveva condannato ai domiciliari. Sulla richiesta di estradizione, l’ex senatore ha espresso la volontà di condividere lo stesso destino di Berlusconi,ma i diversi reati impongono futuri diversi. ” Se sarò estradato in Italia vorrei fare quello che fa il Presidente Berlusconi, essere affidato ai servizi sociali” – ha ammesso dell’Utri che ha aggiunto: “ma io sono condannato per mafia e non posso assistere gli anziani come sta facendo lui. Posso solo assistere, se me lo permetteranno, i carcerati”.

Il guardasigilli Orlando si è detto ottimista, augurandosi che “tutte le azioni intraprese dal governo italiano andranno a buon fine”. I dubbi però sulla riuscita dell’impresa, cioè sul riconoscimento della sentenza,sono molti: l’inesistenza in Libano del reato contestato all’imputato, la durata della prescrizione (10 anni a Beirut) sono alcuni dei problemi giuridici da risolvere che, uniti all’instabilità del Paese, contribuiscono a fomentare i sospetti sull’atteggiamento delle autorità libanesi.

Nel frattempo, Dell’Utri, prigioniero della sua clinica di lusso, continua a sfogarsi con i suoi legali, denunciando l’ingiusta privazione della sua libertà:«Ero un libero cittadino, avevo un passaporto e potevo andare dove volevo. Quella di venerdì, è stata una sentenza politica, una sentenza già scritta di un processo che mi ha perseguitato per oltre vent’anni”.

Benedetta Cucchiara
12 maggio 2014

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