Expo 2015, una nuova tangentopoli: sette arresti per turbativa d’asta e corruzione

Expo 2015, una nuova tangentopoli: sette arresti per turbativa d’asta e corruzione

inchiesta-expo2015-sette-arrestiUna nuova tangentopoli si abbatte su Expo 2015. Turbativa d’asta e corruzione i reati contestati dalla Procura di Milano al responsabile ufficio contratti Angelo Paris e a Gianstefano Frigerio, attuale collaboratore dell’ufficio politico del Ppe a Bruxelles.

Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ha affermato di aver agito celermente, “recidendo nel più breve tempo possibile i rami malati per consentire ad Expo di ripartire al più presto” . Ben 80 perquisizioni tra Milano, Genova, Bologna, Torino, Roma e 7 arresti hanno caratterizzato lo smantellamento del “sistema Expo” che, oltre ai già citati Frigerio e Paris, ha visto come protagonista Primo Greganti, già coinvolto nella vicenda Mani pulite e adesso in manette. L’arresto è scattato anche per l’ex senatore del Pdl Luigi Grillo, l’intermediario Sergio Cattozzo (ex segretario regionale Udc in Liguria) e l’imprenditore Enrico Maltauro; ai domiciliari invece Antonio Rognoni, ex dg di Infrastrutture Lombarde. Nel fascicolo sono presenti anche i nomi di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, anche se non risultano indagati.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Ilda Boccassini, il pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio , ha scoperto l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a manipolare le gare d’appalto, garantendo ai manager avanzamenti di carriera in cambio di tutela politica. L’organizzazione si riuniva quotidianamente presso il circolo culturale Tommaso Moro di Via Doria, di cui Frigerio è presidente, e proprio in questa sede sono stati filmati dagli inquirenti scambi di denaro, provando così l’esistenza “di molte ramificazioni in diversi settori dell’alta amministrazione, nonchè appoggi e agganci di carattere politico istituzionale che hanno assicurato la possibilità di avvicinare con successo pubblici ufficiali”. Chiarissime infatti le intenzioni di Angelo Paris che in una intercettazione telefonica ha definito con i membri dell’associazione i termini dell’accordo:” vi do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera”.

Oltre all’Expo,le ramificazioni della società di via Doria si sono estese anche ad altri progetti minori, come la “Città della salute” e altri appalti sanitari.

Agli arresti sono seguite le reazioni del mondo politico, a partire da quella del premier Renzi, che ha commentato laconicamente la vicenda: “La politica non metta becco sulle indagini”. Addolorato da quanto successo, il presidente della Lombardia Maroni si è detto convinto “dell’assoluta necessità di assicurare assoluta pulizia e di procedere rapidamente nella realizzazione del crono-programma previsto per Expo”.

 

Benedetta Cucchiara
9 maggio 2014

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