Dl Lavoro, il governo incassa la fiducia al Senato tra fischi e proteste

Dl Lavoro, il governo incassa la fiducia al Senato tra fischi e proteste

senato-voto-dl-lavoroVia libera al decreto legge lavoro. Con 158 sì,122 no e nessun astenuto, il governo ha incassato la fiducia al Senato e non senza polemiche. Ora il provvedimento tornerà alla Camera per la terza lettura.

Le dichiarazioni di voto sono state intervallate dalle proteste di Sel e del M5stelle: se gli esponenti di sinistra ecologia e libertà hanno mostrato cartelli invisi alla riforma, considerata “la nuova schiavitù”, i grillini hanno invece optato per una catena umana, legandosi reciprocamente e mettendo bene in vista le loro magliette con la scritta “schiavi mai”.

Nessuna volontà di compromesso quindi da parte dell’opposizione, che vede nella nuova riforma del lavoro, non un mezzo per far fronte al dramma della disoccupazione, ma un semplice parossismo del precariato. Il testo del decreto, oltre alle discusse sanzioni che scatteranno per le aziende con più del 20% dei contratti a termine ad eccezione degli enti di ricerca, prevede anche un contratto di apprendistato più flessibile,trasformandosi a termine per i lavori stagionali. Inoltre, la formazione potrà essere svolta dalle imprese e sarà alzato a 50 addetti il tetto oltre il quale scatterà la stabilizzazione di una quota di apprendisti.

Forte del successo al Senato, il ministro del Lavoro Poletti ha difeso il provvedimento dalle polemiche, rispondendo soprattutto alle accuse dei giorni scorsi della leader Cgil Camusso. “Oggi c’è bisogno di un radicale cambiamento in questo Paese che ha bisogno di decisione. E noi l’abbiamo fatto”, ha dichiarato Poletti che ha posto le basi della legittimazione del decreto nei cittadini:”Oggi cè un pezzo dItalia che non ne può più, non è più in grado di aspettare nulla e ha bisogno di atti concreti per ricostruire e recuperare un dato di fiducia che è lelemento fondamentale per poi cambiare i comportamenti.”

Benedetta Cucchiara
8 maggio 2014

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