Scontri all’Olimpico,il monito di Napolitano: “Le società non trattino con i facinorosi”

Scontri all’Olimpico,il monito di Napolitano: “Le società non trattino con i facinorosi”

Napolitano-saluto-natale-quirinale“Le società e i loro presidenti devono rompere con gli ambienti di facinorosi e vicini talvolta alla criminalità”. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha così commentato gli scontri che si sono verificati fuori dallo stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia.

Il problema della violenza degli ultras è riemerso ancora una volta, e con esso le polemiche. Definito da Napolitano “un segno di una crisi morale, di valori e di comportamenti”, l’episodio ha spinto il mondo politico e sportivo a riflettere sui provvedimenti da adottare. Dalle generiche esortazioni del Colle “a perseguire la strada della severità e degli interventi su vari piani contro i violenti”, al Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) a vita di Alfano, tutti hanno cercato di rattoppare l’ennesimo strappo all’immagine italiana, promettendo stadi “family friendly”.

Proposte tempestive sono arrivate anche da Renzi che intervistato da Bruno Vespa , ha espresso il desiderio di responsabilizzare le società. Considerando il piano di Alfano un “piano serio ma da analizzare”, il premier ha annunciato il programma dell’esecutivo per l’estate: “Tra giugno, luglio e agosto convocheremo le società e porteremo un principio fondamentale: i club dovranno dovranno prendersi cura dell’ordine pubblico anche dal punto di vista economico. Non voglio che paghino i cittadini”.

Oltre alla vergogna per la speculazione elettorale sulla vicenda, Renzi ha definito con amarezza ,”inconcepibile l’Inno di Mameli fischiato”, esprimendo allo stesso tempo la sua opinione su una partita che doveva essere giocata, senza scendere a compromessi:”Credo che sia stato un errore decidere di andare a parlare con i tifosi. Bisognava giocare . Chi ha deciso di coinvolgere i tifosi si è sentito più garantito da questa scelta, ma per me è stato un errore”.

Benedetta Cucchiara
6 maggio 2014

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