Morti sul lavoro, Napolitano: “mai tragiche fatalità”

Dopo due nuovi morti bianche, ovvero morti sul posto di lavoro verificatesi in questi ultimi giorni a Roma ed a Bergamo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del quinto anniversario del disastro di Campello sul Clitunno (nel quale persero la vita 4 lavoratori a causa di u esplosione in un oleificio) ha dichiarato che queste non sono mai: “inevitabili tragiche fatalità”, ma situazioni da evitare.

Napolitano ha sottolineato come ciò sia da evitare con il supporto e: “l’impegno di tutti, istituzioni pubbliche, anche locali, mondo delle imprese, pubblica opinione, insieme con la vigile consapevolezza degli operatori, affinché la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica”.
Le due morti bianche di cui vi abbiamo parlato sono avvenute a Roma, dove un operaio rumeno è morto in un cantiere (zona Anagnina) schiacciato da pannelli che gli sono improvvisamente crollati sopra mentre l’altro incidente sul lavoro si è verificato a Bergamo dove una caldaia è esplosa in una cartiera distruggendo un capannone, il crollo delle mura hanno ucciso un operaio di 50 anni che lavorava in quell’edificio da 19 anni.

Oggi come vi abbiamo detto è l’anniversario del disastro di Campello sul Clitunno, con queste parole il Sindaco, Paolo Pacifici ha rivolto un messaggio di: “vivo apprezzamento per le iniziative promosse in questi anni dall’Amministrazione comunale in ricordo delle vittime e delle drammatiche circostanze di quell’evento. Confido molto che l’aver raccolto in un agile volume le immagini agghiaccianti di quella tragedia, dell’immenso dolore delle famiglie delle vittime e della commossa partecipazione di tutti i cittadini, possa contribuire a sollecitare, particolarmente in questo scorcio d’anno ancora funestato da eventi gravissimi, la dovuta attenzione ai temi della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Al di là della drammatica complessità dei fatti e delle conseguenti difficoltà nell’accertamento delle responsabilità che simili eventi spesso
presentano, va in ogni caso rifiutata l’idea che si tratti comunque di inevitabili tragiche fatalità. Ne’ alcun cedimento è ammissibile per ciò che deve essere l’impegno di tutti, insieme con la vigile consapevolezza degli operatori, affinché la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica”.

di Enrico Ferdinandi  

26 novembre 2011

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