La richiesta di Berlusconi al Colle: «Agibilità politica o niente riforme»

La richiesta di Berlusconi al Colle:  «Agibilità politica o niente riforme»

berlusconi-napolitano“Chiedo che mi venga garantita l’agibilità politica”. Questa la richiesta di Silvio Berlusconi presentata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, l’ultimo asso della manica giocato dal leader di Fi per non essere espulso dall’arena politica.

L’incontro di ieri pomeriggio tra il presidente della Repubblica e Berlusconi, condannato per frode fiscale e in attesa della sentenza del 10 aprile che definirà la sua pena (servizi sociali o arresti domiciliari), si è tradotto in un’ennesima richiesta di aiuto da parte dell’ex Cav. Ma le sue aspettative non volano più così in alto e quanto richiesto al Colle si esaurisce in un mero appello per ottenere una partecipazione politica.

Le motivazioni che hanno spinto Berlusconi a questa richiesta, sono state delucidate dallo stesso interessato che ha ammesso “di non poter garantire che il partito appoggerà Renzi e il suo pacchetto di riforme dopo il 10 aprile.Ecco perché occorre che tutte le istituzioni intervengano a mia difesa”.

Quindi niente Italicum e niente riforme istituzionali senza il Cav decaduto. E dietro alla velata minaccia di eliminare qualsiasi appoggio all’esecutivo Renzi, la protesta meno discreta per l’abolizione del Senato e la sfida elettorale europea, fomentano l’impazienza berlusconiana di ritornare sulla cresta dell’onda e di guidare nuovamente il partito all’apice dei consensi, attualmente in caduta libera.

Quello tra il Capo dello Stato e l’ex premier è stato un incontro definito dieci giorni fa, alla vigilia della visita romana di Barack Obama, quando Berlusconi ha espresso i suoi dubbi a Napolitano sull’azione europea e statunitense in Ucraina, comunicando al tempo stesso informazioni relative alla strategia di Vladimir Putin. Abbandonati i temi internazionali, il leader di Fi avrebbe ricondotto la conversazione a temi nazionali, in particolare le riforme e la sua situazione personale, riuscendo a strappare al Colle il faccia a faccia di ieri e forse la promessa di non essere dimenticato dalla politica.

Benedetta Cucchiara
3 aprile 2014

 

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