Job Act, accordo interno al Pd. Poletti: «Sì alle modifiche»

Job Act, accordo interno al Pd. Poletti: «Sì alle modifiche»

giuliano-poletti-ministro-del-lavoro“Il decreto sul lavoro non incontrerà nessun problema in Parlamento”. Ne è convinto il ministro del Welfare Giuliano Poletti che domani farà fronte alla sfida del Job act, presentandolo ai gruppi parlamentari del Pd.

Sulla reazione della maggioranza al nuovo provvedimento, Poletti si è detto tranquillo in quanto sussistono tutte le condizioni per un accordo sui contratti a termine e sull’apprendistato: ma se sul primo la discussione è tutta centrata sulla riduzione delle 8 proroghe del contratto a termine nell’arco dei tre anni, sul secondo il problema riguarda la formazione. “L’apprendistato”- ha esordito il sottosegretario al Welfare Teresa Bellanova-” è uno strumento importante per entrare nel mondo del lavoro e la formazione ne è un punto essenziale. Per questo almeno una parte della formazione deve essere pubblica, demandata alle Regioni e armonizzata su tutto il territorio nazionale”.

Dello stesso parere anche il presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano:”Apprezziamo le dichiarazioni del sottosegretario. Anche noi chiediamo una quota di formazione pubblica e la standardizzazione da parte delle Regioni”.

Raggiunta un’apparente pacificazione tra i democratici, restano però le critiche del Ncd di Angelino Alfano, contrario all’accordo chiuso all’interno del Pd, scevro di qualsiasi consultazione con il resto della maggioranza.

Il Job Act, pur avendo ricevuto l’ok di Confindustria e Bankitalia, deve superare i malumori dei sindacati ed affrontare la difficile corsa ad ostacoli alla Camera e al Senato; lo stesso Poletti sembra non facilitare il passaggio del discusso provvedimento, dato che ha ribadito di voler modificare, ma non stravolgere il suo progetto. E senza curarsi delle critiche ha risposto secco:quando il confronto si sarà esaurito chi ha il compito di decidere deciderà.

Benedetta Cucchiara
1 aprile 2014

 

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