Abolizione Senato, Renzi replica a Grasso: «La musica deve cambiare»

Abolizione Senato, Renzi replica a Grasso: «La musica deve cambiare»

Matteo-Renzi-premier“Non si può mantenere lo status quo, la musica deve cambiare”. Questa la replica del primo ministro Renzi al Presidente del Senato Piero Grasso che, intervistato da Repubblica, aveva affermato di essere fortemente contrario ai progetti demolitori di Palazzo Madama.

Il premier, dopo aver chiarito di avere grande rispetto per Grasso, ha respinto la possibilità di arrestare il processo delle riforme. “Capisco che debba difendere l’istituzione che rappresenta”, ha dichiarato Renzi al Tg2, “ma il vero modo per difendere il Senato non è fare una battaglia conservatrice tesa a mantenere lo status quo; è prendere atto dei paletti che ci siamo dati”.

Ignorato il malcontento di Palazzo Madama, il cdm metterà proprio oggi sul tavolo l’annosa questione. Il ddl presentato dal governo prevederà una significativa riduzione dei parlamentari, la semplificazione del processo legislativo e dei rapporti tra Stato e Regioni. Sull’abolizione del Senato, Renzi si è limitato ad un commento generico:”basta al Senato come lo conosciamo adesso”.

La mossa di Renzi, giudicata positivamente dal Ncd e definita da Veltroni una “proposta intelligente”, continua a non convincere la seconda carica dello Stato che ha espresso il suo disappunto durante il programma “In mezz’ora”. “Sono il primo rottamatore del Senato”, ha dichiarato Grasso, spiegando le ragioni della sua contrarietà al ddl:”Una Camera di riflessione aiuta la democrazia. Dobbiamo rafforzare i paletti della democrazia perché con la nuova legge elettorale avremo un sistema maggioritario con premio di maggioranza per cui una piccola minoranza del 20-25% può ottenere la maggioranza e decidere sulla forma di governo, su tutto, senza contrappeso”.

Le tensioni tra il presidente del Consiglio e il presidente del Senato hanno spinto Renato Brunetta a chiedere l’intervento del Capo dello stato per sanare divergenze, considerate dannose dall’esponente di Forza Italia perché “l’Italia non può permettersi in questo momento avventurismo e incertezza”.

Benedetta Cucchiara
31 marzo 2014

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