La svolta di Renzi: “10 ml di italiani avranno 1000 euro in più”.

La svolta di Renzi: “10 ml di italiani avranno 1000 euro in più”.

1000 euro all’anno in più per i cittadini che guadagnano fino a 1500 euro al mese. Lo ha annunciato Renzi al termine del Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, dando via libera al progetto di una riforma al mese.

Gli interventi economici dall’esecutivo riguardano lavoro, fisco e riforma del Senato, ma la manovra più clamorosa prevede tagli dei costi della politica per ben 200 milioni e quelli del cuneo fiscale, che riguarderanno “10 mln di italiani per un totale di 10 mld euro all’anno, circa 80 euro netti al mese”.

Al centro del discorso di Renzi anche i vantaggi per le imprese, prevedendo entro luglio lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione,calcolati in 68 miliardi di euro, e riducendo l’aliquota Irap del 10% e i costi dell’energia.Sul problema delle coperture, Renzi ha subito ribadito che le risorse ci saranno e verranno prelevate dalle rendite finanziarie, la cui tassazione passa dal 20 al 26%, senza toccare i Bot.

Buone notizie non arrivano solo per i lavoratori della classe media che si ritroveranno a fine anno con 1000 euro in più, ma anche per gli esclusi dal mercato del lavoro: il job act prevede infatti contratti di apprendistato più flessibili per i ragazzi dai 15 ai 29 anni, contratti a termine che potranno durare non più di 3 anni ed infine l’inserimento lavorativo immediato entro 4 mesi dal conseguimento del titolo di studio.

Il premier, galvanizzato anche dal primo successo del suo Italicum a sua detta”una rivoluzione impressionante per l’Italia”, ha accolto con soddisfazione il commento del segretario della Cgil Susanna Camusso che ha considerato positivamente la scelta di intervenire subito sulla tassazione del lavoro dipendente. “Vedo che il presidente ci ha ascoltato scegliendo di intervenire anche sulla parte di coloro che avendo un reddito fino a 8 mila euro di solito non rientrano mai in questi provvedimenti e di avere fatto riferimento non solo al lavoro dipendente ma anche agli assimilati, quindi alle forme di lavoro precario”, ha dichiarato il leader di Cgil.

Positive anche le reazioni del segretario della Cisl e della Uil Raffaele Bonanni e Angeletti, anch’essi soddisfatti dall’intervento incisivo a favore dei lavoratori. E se Ncd ha parlato di una grande svolta, il M5S non ha voluto discostarsi dalla sua prassi, accusando il premier di essere”come il pesciolino rosso delle sue slide perché non ha nulla da dire anche se apre la bocca” e criticando l’evidente mancanza di coperture.

Il primo passo del programma di riforme da realizzare in 100 giorni, è stato accolto freddamente da molti che, come Sel, vedono nel “New Deal” renziano “una semplice informativa, troppo debole per combattere la disoccupazione”.

di Benedetta Cucchiara

13 marzo 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook