Italicum, patto Pd-Fi. Renzi: “Riforma elettorale solo alla Camera”

Italicum, patto Pd-Fi. Renzi: “Riforma elettorale solo alla Camera”

Accordo-Berlusconi-Renzi-ItalicumUn nuovo accordo con Berlusconi per approvare l’Italicum. Il premier Renzi ha deciso di sacrificare gli emendamenti del Pd sulla nuova legge elettorale allo scopo di non rompere l’alleanza con il centrodestra, proseguendo così il cammino delle riforme.

È al termine del vertice di Forza Italia, tenuto ieri a Palazzo Grazioli, che si sono decise le sorti del nuovo sistema di voto, scegliendo l’applicazione dell’Italicum alla Camera e al Senato il sistema proporzionale con preferenze non bocciato dalla Consulta.

La soluzione dei berlusconiani non è stata contrastata dai democratici che, a seguito di una riunione Pd, hanno deciso di ritirare tutti i discussi emendamenti proposti e di trattare su quelli di Lauricella e D’Attorre, contenenti la proposta di vincolare la riforma elettorale a quella del Senato. “Il Pd si gioca la sua credibilità”, ha sottolineato il presidente dei deputati Roberto Speranza, spiegando le ragioni della capitolazione democratica, “siamo in grado di fare le riforme oppure dimostriamo che il sistema non si può riformare e consegneremo un’autostrada “ai cinque stelle”che vogliono abbattere le istituzioni”.

Salvata l’alleanza con Forza Italia e sventato il pericolo della brutta figura, il Pd si è detto tranquillo per quanto riguarda l’approvazione della legge elettorale: Renzi ha confermato che si tratta di “un passo importante in quanto non si legifera per il Senato perché si mira ad abrogarlo”. Ancora più soddisfatto è stato il Ncd di Angelino Alfano che di Palazzo Madama non vuol sentir parlare.”Dobbiamo superare il Senato”, ha rassicurato su Twitter Alfano,”quindi legge elettorale solo per la Camera. Noi non siamo delusi da Renzi. Patti chiari, riforme certe”.

I lavori in Aula riprenderanno questa mattina alle 10.30, come richiesto dalla commissione affari costituzionali, una richiesta originariamente dettata dall’esigenza di valutare il numero elevato di emendamenti e forse di rinviare all’infinito l’annosa questione della riforma elettorale.

 

Benedetta Cucchiara
5 marzo 2014

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