Caso Gentile, scontro nella maggioranza. Alfano: “Un’operazione mediatica”

Caso Gentile, scontro nella maggioranza. Alfano: “Un’operazione mediatica”

alfano-le-nostre-citta-non-verranno-messe-a-ferro-e-fuocoIl giovane governo Renzi è già nella bufera. A meno di un mese dalla sua ascesa a Palazzo Chigi, il nuovo premier deve fare i conti con la prima crisi generata dalla vicenda del sottosegretario alle infrastrutture Gentile, accusato di aver esercitato pressioni per impedire la pubblicazione di una notizia scomoda che riguardava il figlio.

Lo scontro all’interno della maggioranza ha coinvolto il Ncd e il Pd capeggiato dalla presidente dell’antimafia Bindi che, durante un intervista su SkyTg24, ha definito il caso Gentile “inquietante” , chiedendo la revoca della nomina del senatore calabrese al premier e al ministro dell’Interno;una diversa posizione è stata espressa proprio da Angelino Alfano che ha protetto l’esponente del Ncd, considerando tutta la vicenda “un’operazione mediatica e politica violenta palesemente fondata sul nulla”.

Piena solidarietà è arrivata anche dall’ex presidente del Senato Renato Schifani: “Invito gli attuali detrattori di Gentile a prendere visione dell’articolatissima querela che lui stesso ha tempestivamente presentato per denunciare i protagonisti di questa grande macchinazione”.

Al centro delle polemiche quindi una vicenda che risale al 18 febbraio, quando una telefonata bloccava l’uscita del quotidiano, “l’Ora di Calabria”, contenente l’articolo “diffamatorio” sul figlio di Gentile, articolo successivamente riportato sulla Gazzetta del Sud il giorno dopo. Il sottosegretario alle infrastrutture, sotto scorta da 3 anni per aver ricevuto minacce da organizzazioni criminali, ha tentato di difendersi, sottolineando di “non aver mai chiesto a nessuno di bloccare notizie su presunte indagini che riguarderebbero mio figlio e di cui lo stesso non è a conoscenza”.

Oltre al caso Gentile, che ha fatto indignare il mondo del giornalismo, un altro caso sta minando le basi precarie dell’esecutivo Renzi: si tratta di Francesca Barracciu, euro parlamentare democratica indagata per peculato, ma voluta da Franceschini al Ministero della cultura e a quanto pare, vittima anche lei della “macchina del fango”.

Benedetta Cucchiara
3 Marzo 2014

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