M5 stelle, espulsi quattro senatori tra accuse e lacrime

M5 stelle, espulsi quattro senatori tra accuse e lacrime

Grillo-spaccatura-m5sUna spaccatura irreversibile nel M5stelle. L’espulsione dei 4 senatori pentastellati decisa dai militanti via web, ha concluso la tesa riunione dell’assemblea dei parlamentari grillini a Palazzo Madama.

29.833 iscritti hanno votato a favore dell’epurazione interna, cacciando i 4 senatori dissidenti, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Lorenzo Battista, mentre 13.485 hanno votato contro una decisione che ha generato un’ondata di protesta condita con lacrime e rabbia.”La verita’ , ha dichiarato un senatore,”e’ che tutto e’ deciso dall’alto. Sono Grillo e Casaleggio che gli hanno detto di farci fuori. L’ordine e’ questo”.

Equiparato al fascismo, il movimento è stato attaccato da alcuni senatori che al termine della riunione se ne sono andati tra le lacrime e, mantenendo l’anonimato, hanno criticato i metodi del comico genovese, descritti come “antidemocratici e brutali”.

Urla e offese hanno accompagnato la richiesta degli espulsi di rivedere la votazione, un appello disperato per ammorbidire l’intransigenza del popolo del web e di Grillo, accusato di aver violato le regole. “Prima dovevamo riunirci noi senatori e solo successivamente la congiunta e su un totale di 160 parlamentari alla fine soltanto ieri 70 hanno detto si’ ed e’ inaccettabile”, hanno ribadito i dissidenti, interrogandosi sulle loro colpe e sulla legittimità della scelta:”per quale reato? Per aver espresso delle critiche?”.

Di fronte alle provocazioni, Grillo ha comunque voluto ringraziare con un Tweet tutti coloro che hanno votato e alle preoccupazioni dei pentastellati il Comico ha risposto di sentirsi tranquillo, perché “bisogna affidarsi alla rete”.

Ma proprio l’affidabile rete, che oltre ai 4 dissidenti ha già decapitato i senatori Mastrangeli e Gambaro,è stata affondata dal deputato Tacconi, accusandola di essere strumentalizzata dai capi del movimento per creare un sistema tutt’altro che democratico. “Il sistema di voto”, ha accusato il deputato,” e’ in mano alla Casaleggio Associati e ci dobbiamo per forza fidare. Se fosse affidato a terzi sarebbe piu’ trasparente, non lasciando spazio a dubbi”.

Benedetta Cucchiara
27 febbraio 2014

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